Lavoro in corso d'opera

a cura di Lamberto Caravita

Il 21 ottobre 2007 alle ore 17.00 nella Sala del Carmine di Massa Lombarda (RA)

performance: "Liturgic paper project - Liturgia con quotidiani" di Ivano Vitali

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L'utilizzo del corpo come mezzo di espressione artistica risale nella sperimentazione di Ivano Vitali alla fine degli anni '70 sull'onda della body art.
Dal 1995, contattato da artisti coinvolti nella rete artistica internazionale della "mail art", è tornato alla performance utilizzando come unico materiale delle sue creazioni il giornale. La carta dei giornali è fra i materiali che già riciclava nel periodo dell'Impruneta, (1974 -1979) il primo ad essere utilizzato nella performance (cfr. "Grafica nell'aria" Firenze 1979). In quel periodo, strappava i giornali in tante strisce che lanciava in aria alla ricerca di un nuovo linguaggio grafico. Il mezzo fotografico documentava gestualità, segni, colori ...
Anche i gomitoli, che dal 2002 realizza attorcigliando le strisce dei giornali in filo, rappresentano la continuazione del suo linguaggio estetico fatto di linee, colori, volumi e concetti. Ogni gomitolo di filo è un'opera effimera, perché creato per essere utilizzato nella realizzazione di abiti e oggetti; unico perché - come un archivio - raccoglie storie, immagini, pubblicità … del passato; diverso per colore e spessore del filo che in superficie ne determina la grafica fatta di intrecci e di linee; grafica molto più evidente nei manufatti che realizza con i ferri da maglia, vedi il diritto e il rovescio delle maglie, i vari punti all'uncinetto, la trama dei tessuti, i segni che l'ago lascia quando cuce.
Nelle ultime performance rappresenta soprattutto momenti di vita quotidiana e lo fa mostrando i vari passaggi che lo portano alla realizzazione delle opere. Sono oggetti che installa, abiti-sculture che indossa o fa indossare. Nelle performance che illustrano la realizzazione degli abiti, dimostra come si strappa e si attorciglia la carta. Successivamente lavora con i ferri da maglia o l'uncinetto appositamente creati, oppure cuce con filo di carta ed ago le pagine dei giornali. Allorchè utilizza gomitoli, ferri da maglia e uncinetti giganti, lo fa per dimostrare come si realizzano i "tape-stries" ed i "tape-centres".
Da alcuni anni unisce ai gesti e alla lettura dei testi, effetti sonori che ottiene con i giornali. La carta viene di volta in volta percossa, soffiata, pizzicata come tanti strumenti musicali.
Nella performance che Ivano presenta a Massalombarda si auto-ordina "sacerdote del giornale" e lo fa coinvolgendosi con tutti i sensi: creando manufatti liturgici, trasformando i rumori dei giornali in musica, presentando e utilizzando oggetti che hanno profumi e…"sapori" diversi in base alla qualità della carta.
"Figlio dell'Uomo" che mangia il libro, no …il giornale. (cfr. Ezechiele 2), artista muto che trapassa il giornale in una estrema volontà di comunicazione in comunione con il quotidiano e la natura.


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