souffle3.jpg (17759 byte)GRAND SOUFFLE'

Performance realizzata da Ivano Vitali Domenica 4 giugno 2000  presso la Galleria
La Corte Arte Contemporanea di Firenze

Piccolo Teatro di Maria Pia Moschini per Ivano Vitali

Il Tema centrale è la costruzione di un'opera d'arte, intesa ironicamente come un Soufflè e pertanto cucinata seguendo dosi precise.
Gli ingredienti? Cinque come le dita della mano, che per l'artista è il suo Deus ex machina.
Ingredienti richiesti:
1/5 di conoscenza
1/5 di dolore (è indispensabile, si può chiamare tormento)
1/5 di temporalità ( si può definire banalmente tempo relativo)
1/5 di colore (non è così semplice)
1/5 di libera azione ( che dovrebbe portare alla liberazione)
 
Gli ingredienti devono essere assolutamente genuini per poter garantire
un prodotto ecologico.
UNA BIO ART
Mentre l'artista attua la performance, indosserà un cartello sulla schiena con le parole NON ed un altro davanti con la parola ARTISTA.
Ruotando su se stesso susciterà l'eterno dubbio: ARTISTA - NON ARTISTA

Non si prevedono risposte.

Un quinto di conoscenza:

Intervento

VOCE SENZA PERSONA.

Parlo dal nulla. Esisto?

"Non si registra la parola

cuspide estrema di qualche stella.

E' inutile gridar

... la terra!!! ..."

Così dice Guillèn.

Invece conoscere è inventare.

Seguire il corso

di un bel vento invisibile.

Parola è movimento, scatto,

apprensione.

A volte, confusione.

 

Un quinto di dolore:                                                      

Intervento

(Vocalizzi)

AAAAAAAAAAAAAAA

AI AI AI AI

OI OI OI

UI

Dolore?

Mi nascondo, ritorno all'uovo madre.

Non vedo il mondo.

Mi chiedo: sarà rotondo?

Perchè creare

è fare uscire il volo

da un uovo eterno.

Muovere dalle polveri UN PASSO,

ANCHE D'ARTISTA.

Niente è facile allora,

                    ma l'ombra chiede un prezzo.

Ed io lo pago. CON OGNI MEZZO.

 

Un quinto di temporalità:                                                 

Intervento

Tic Tac

Tiiiic Taaaac

Tic

Tac

Batte il tempo il suo tacco,

si fa sentire.

Viaggia dall'interno

sul rintocco di un cuore.

L'eco penetra il guscio

e si diffonde.

A onde. A onde.

L'opera aspetta

l'attimo che la scava

come un pozzo e distilla

quell'acqua multiforme

d'iride pura,

che la farà eterna.

Afferrare quel lembo

di sostanza assoluta

dalla freccia che scocca.

O L'OPERA E' PERDUTA

 

Un quinto di colore:                                                             

Intervento

Dal buio nasce la luce.

Un raggio, una visione.

Non c'è passione

senza azione veloce.

CATTURARE IL COLORE

con mano lesta.

Da ladro/cacciatore.

Senza ucciderlo,

attenti a non rompere

il Bianco, il suo niveo

candore.

Poi liberare i Rossi

come fiamme,

accendere quel fuoco

che brucerà nei Gialli

il verde degli arbusti,

Ma non è GIOCO,

è una fatica astratta,

una tensione.

Il premio?

             L'Assoluta Visione.

 

Un quinto di libera azione:                                               

Intervento

Poi la libera azione.

Il salto, il doppio salto,

il ruotare sul pernio

della fragola,

del pomo appena colto.

Dall'intimo raccolto.

Tutto vola, s'incendia,

prende il mare,

si accosta al sogno

che tenta il volo

da campanili instabili.

L'OPERA E' LA'.

Capovolta, vibrante,

immobile aliante

da trasportare in cielo,

fra le nuvole a specchio,

Non è una consuetudine.

Per l'artista

la sua liberazione

è solo il cupo inizio

di un'altra solitudine.

A volte anche tuonante.

                          Senza lampo ne' pioggia.

                                    Delirante

(Possibili percussioni)

*

Performance realizzata da Ivano Vitali Domenica 4 giugno 2000  presso la Galleria
La Corte Arte Contemporanea di Firenze