"Percorsi" - Montegrosso d'Asti - 30 settembre 2006      

         

Ivano Vitali - Installazione e performance "a.e.i.o.u" 1996.
Nella foto: telo di quotidiani m.10 x m.10 sulla Piazza vicino al Castello

"Combinazione 47"
Unendo fra di loro i lati delle pagine dei quotidiani, si ottiene un grande foglio quadrato o rettangolare che può ricordare un tappeto o un telo sul quale è possibile intervenire per esprimere i propri messaggi artistici.
I fogli combinandosi fra loro con scritte e immagini poste a diritto e a rovescio, in orizzontale o in verticale, creano immagini che sono visibili da ogni lato e sulle due facciate.
Il grande quotidiano si può trascinare o spostare da una parte all’altra del quartiere. Quando è disteso per terra come un tappeto vi si può salire per leggerlo; se sollevato come fosse un grande telo può coprire persone o cose nel suo percorso: auto, monumenti, piante ecc.; appeso può sembrare una bandiera o un manifesto, oppure si può arrotolare o piegare.
Ad ogni azione i quotidiani cambiano posizione e assumono così significati diversi. L’installazione mi ricorda per alcuni aspetti l’opera di Christo, anche lui impacchettando, copre modifica, e crea nuovi significati.
Il mio intervento non vuole essere solo ricerca estetica ma anche un gioco e trova nella partecipazione del pubblico nuove soluzioni creative.
 
Installazione e performance presentata il 30 settembre alla rassegna "Percorsi ‘96" di Montegrosso d’Asti.
 
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                                       Ivano Vitali - Installazione e performance con telo di quotidiani. Montegrosso d'Asti 1996
 
A. E. I. O. U.
Scalzo, mi muovo sopra un tappeto di quotidiani, vorrei poterlo leggere tutto d’un fiato; passo da un angolo all’altro in cerca di notizie interessanti.
Fatti che mi fanno esclamare,sospirare, divertire, preoccupare... dalla mia bocca esono le sole vocali con accenti diversi.
Per poter leggere i quotidiani che ne formano il "rovescio", vado ad un lato del tappeto e disteso per terra entro piano piano, strsciando, sotto i fogli. Mi muovo, prendo diverse posizioni: seduto in ginocchio, in piedi, muovo le braccia ; il tappeto si trasforma e assume volumi sempre nuovi. Sono una scultura di carta che si muove.
Dalla maglia nera che tengo legata alla vita, estraggo due torce che accendo per poter leggere gli articoli dei quotidiani.
Dall’esterno le due luci dovrebbero sembrare gli occhi di un fantasma: ( i giornali hanno preso il posto del lenzuolo).
Il fantasma guarda in giro con sospetto. E mentre con la mente leggo, con la voce emetto i suoni delle vocali con toni e accenti diversi; essi si combinano fra loro e, in un crescendo di tensione esprimono una forte inquietudine. Quanti problemi!
Per fuggire da questa angoscia che mi opprime cerco disperatamente una via d’uscita. Combatto, spingendo e dando pugni fino a quando il tappeto di fogli si strappa e ho modo di liberarmi da quell’ oppressione quotidiana.
Ho vinto la battaglia o è una fuga da quel buco?
 
Scritto che accompagnava la performance "Combinazione 52 - A.E.I.O.U." alla rassegna "Percorsi ‘96" di Montegrosso d’Asti, la sera del 30 settembre ‘96.
 

           

                                                                                        Ivano Vitali - "Lettura del quotidiano" - Montegrosso d'Asti 1996

"Dal mio diario 1996"

IL 29 agosto, sul treno Intercity che da Livorno mi porta ad Asti, conosco Elda Belsito di Pozzuolo di Lerici; ex insegnante collabora attualmente ad alcune iniziative culturali della Galleria "Il Gabbiano" di La Spezia .Tramite lei invio i saluti ai soci del Centro Culturale.
Arrivo a Montegrosso d’Asti alle ore 12,45; al bar accanto alla stazione ottengo le informazioni sulla manifestazione.
Mi incammino per la strada che sale verso Montegrosso Alto e dopo alcune centinaia di metri, sulla sinistra, arrivo alla Scuola Media che per l’occasione ospita gli artisti che giungono da altre regioni.
Nella palestra e in alcune classi sono stati sistemati i letti per la notte, mentre i locali della mensa vengono aperti alle ore 12 e alle 19 per servire i pasti. Nel pomeriggio conosco il direttore della manifestazione, l’artista Ovidio Piras e, successivamente, inizio a costruire il grande telo di quotidiani nel piazzale antistante la Scuola.
La sera, dopo l’inaugurazione di "Percorsi 96", visito le installazioni che sono sparse per tutto il paese e seguo alcune performances alla Chiesa dei Battuti.
Il giorno seguente, verso mezzogiorno, arriva in treno da Rosignano Solvay Raimondo Del Prete. Dopo una breve visita nel paese per conoscere i luoghi dei nostri interventi, ci lasciamo per organizzare il lavoro.
Alle ore 16 il telo di 10 metri per 10 è pronto e viene portato con la jeep di Gerardo Moccia sulla Piazza vicino al Castello: disteso sull’asfalto viene fermato ai lati con dei ciottoli trovati sul posto.
E’ l’installazione "Combinazione 47". Discuto poi con il tecnico delle luci la realizzazione della mia performance serale. Decido di non usare nessun microfono...per poi pentirmene a fine spettacolo.
Verso le ore 22, davanti a un pubblico numeroso e attento, presento la performance "a e i o u" al termine della quale distribuisco un mio scritto. Finito l’ultimo spettacolo di Luigi Bianco, chiedo e ottengo da Ovidio Piras di portare il telo di quotidiani in giro per le strade del centro cittadino.
E’ ormai notte fonda... l’appuntamento per la partenza viene fissato davanti al bar di Venanzio; una decina di artisti si lasciano coinvolgere per la passeggiata fuori programma.
Il piccolo corteo, con il telo alzato, si muove in direzione di via G.Garibaldi, piazzetta Chiesa dei Battuti e attraverso alcune stradine sale alla piazza del Castello per poi ritornare , giù di corsa, al bar.
Il telo è ormai a brandelli e viene abbandonato nel cassonetto per la raccolta della carta.
Saluto i presenti e raggiungo la Scuola per le poche ore di riposo che restano prima della partenza. Fatico ad addormentarmi perchè penso ancora alla mia performace; più tardi sorrido quando, al rumore fastidioso del russatore di turno, alcuni artisti rispondono con miagolii e rumori vari.

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