Ivano Vitali

A favore degli Indiani d’America

parte seconda

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Foto di Luigi Centoletti

Quando gli europei giunsero in America scoprirono un popolo dalla pelle rossa che concepiva l’intero universo come un circolo chiuso. In questo circolo l’uomo era un animale come gli altri: fratello coyote, fratello serpente..., gli uccelli cugini e anche le piante , fino alle più piccole, erano parenti. Parente era tutto ciò che cresceva sulla terra. Queste popolazioni indigene, chiamate Indiani dai loro dominatori ( con un nome “straniero” nella propria terra ), conoscevano ed apprezzavano la natura e con essa vivevano in armonia. L’uomo bianco invece, con il suo dominio sulla natura, ne decideva le sorti future, (vedi: inquinamento, estinzione delle specie ecc.). “A favore degli Indiani d’America” vuol essere un’invocazione allo spirito della creazione Manitu, un’azione di recupero della saggezza del popolo “Indiano, un piccolo passo verso l’abolizione di tutte le riserve di questo pianeta e l’autodeterminazione dei popoli.


“Combinazione 123”. Performance realizzata il 22 giugno 1997 in Piazza della Vittoria a Firenze in occasione della manifestazione “incontriamoci in piazza” e, ancora a Firenze, presso il “Cortile alle Murate” la sera del 22 agosto 1997 durante la manifestazione “En plein air”.


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