il Resto del Carlino  Forlì - 7 ottobre 2009

ARTE CONTEMPORANEA
Il terrore nelle teste di Lydster
Vitali crea dai fogli di giornale
Due mostre per conoscere le nuove tendenze
 
di Rosanna Ricci
 
DOVE
"Headscapes 2"a San Sebastiano
Le opere di carta sono alla Farneti
 
 ... Assolutamente originale è la mostra che Ivano Vitali ha allestito fino al 14 ottobre alla galleria d'arte Farneti. Come definirla? Arte del riciclo, scultura, lavoro a maglia e a uncinetto? Diplomato all'istituto statale d'arte di Forlì, Ivano Vitali, ecologista, scultore e performer ha dedicato il suo interesse, dopo il 1979, alla carta, quasi esclusivamente quella dei quotidiani. In un primo momento coi giornali ha coperto vari alberi ed ha fatto performance, in seguito ha arrotolato i fogli facendone dei fili a uno o più colori e creando dei gomitoli. I gomitoli, si sa, sono anche la materia prima per lavorare coi ferri da maglia. Vitali non ha avuto dubbi. Si è costruito ferri giganti ed ha creato stole, abiti, enormi calzini e guanti, scialli, gorgiere. Il bello di questa operazione è che quasi ogni opera è legata ad un preciso quotidiano:
con la Gazzetta dello Sport è nato un tailleur, col Resto del Carlino o la Repubblica, degli arazzi. Così fra 'dritto e rovescio sono nati gli oggetti e gli indumenti. In una teca sono conservati gomitoli di circa 200 metri di 'filo' ciascuno e differenziati fra i vari quotidiani: La Gazzetta dello Sport, L'Unità, El Pais, La Padania, Il Corriere di Romagna, La Voce di Romagna, Il Corriere di Firenze. Non poteva poi mancare un grosso gomitolo formato dalla carta del periodico femminile. 'Mani di fata'. "Il materiale che più amo e che mi ispira maggiormente è la carta. Per formare il filo con la carta non uso né colla né acqua", spiega Vitali. Quel che conta è dunque l'abilità delle mani e la forza creativa del pensiero.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 
LA VOCE di Romagna
Forlì - 26 settembre 2009
 
Nella mostra in via degli Orgogliosi anche un vestito rosa creato da una "Gazzetta"
Capolavori quotidiani
Utilizzando i giornali Ivano vitali realizza le sue opere

di Beatrice Sassi

FORLI' - Avete mai visto un calzino di I metro e 60 fatto con grossi gomitoli il cui filo è carta di giornale e lavorato con giganti ferri di legno a doppia punta a dritto-rovescio all'altezza della caviglia e poi solo a dritto fino al tallone? E invece uno splendido completo da donna composto da gilet e gonna realizzati con le pagine de "La Gazzetta dello Sport" e sempre con ferri di legno? Il colore, ovviamente, è il rosa.
Se tutto questo (e molto di più) ancora vi manca, correte dalle ore 17 di oggi e fino al 14 ottobre, alla Galleria d'Arte di via degli Orgogliosi 7. Vi accoglierà l'elegante signora Benedetta Farneti che, per la prima volta, ospita nel suo caldo spazio finemente ammobiliato il "genio della carta", Ivano Vitali. Un estroso e gioviale artista che ama molto rapportarsi con la gente che lo circonda, ma che ancor di più ama il contatto fisico e manuale con i vari quotidiani e le riviste patinate. Che sfiora, annusa, vive e si diverte a manipolare a suo piacimento. Un gioco di bambino diventato l'espressione del suo animo.
Ivano Vitali, classe 1952, nasce a Campotto di Argenta sulle rive del Po'. E anche se ha vissuto la gran parte della sua esistenza da "emigrante", fra l'Emilia e la Toscana, si sente estremamente legato a Forlì. E trova questa nuova mostra alle porte del centro storico, come "una piacevole coincidenza" Vitali si guarda intorno e riaffiorano ricordi che credeva ormai persi nella memoria. Vaghi, ma intensi. "Ho frequentato l'Istituto d'Arte, quando ancora era in piazza Saffi -spiega l'artista - . Quegli anni sono stati molto importanti per me, un bagaglio immenso. E poi mi sento un po' romagnolo anch'io in fondo i miei genitori, che ancora sono in salute e proprio due giorni fa hanno festeggiato i 60 anni di matrimonio, vivono da sempre a Forlì. La mamma e originaria di Meldola e il papà di Bertinoro". Diplomatosi poi all'Accademia di Belle Arti di Bologna, nel 1975 si trasferisce ad Impruneta dove opera fino al '79 con installazioni realizzate con materiali poveri. Dal 2002 con la moglie Maddalena Ghini gestisce a Firenze "Artnest", un laboratorio per la creatività. Nel 2003 ha fondato, insieme a colleghi, "Zerotre", un movimento per l'arte effimera. Come lui stesso definisce la sua. Ha inoltre partecipato a numerose performance sia in Italia che all'estero. Manifestazioni durante le quali insegna la sua tecnica e cerca di trasferire la sua passione ai ragazzi o a semplici appassionati di tutte le età. E sempre a Firenze è professore di arte in una scuola media. "La spinta che mi ha portato in questa direzione -continua Vitali - è stata quella del 'recupero' Inteso come riciclo della carta ma anche della tradizione. Per le mie opere ho dovuto imparare ad usare i ferri, l'uncinetto. Ho dovuto imparare i punti a maglia". E conclude: "Forse nascere a valle mi ha aiutato ad amare ancor di più la natura; E ho imparato il concetto di 'riciclo' ancor prima che fosse tanto di moda come oggi. Amo davvero ciò che faccio".

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
il Tirreno Empoli - 18 giugno 2008
 
Dalla carta all'arte: la mostra di Ivano Vitali
di Paolo Santini

Una mostra di carta, anzi, di carte. È l’esposizione inaugurata nei giorni scorsi che si protrarrà fino al 20 luglio 2008 negli spazi della Villa Medicea di Cerreto Guidi. Eloquente il titolo, “TramarT”, ad evocare la particolarissima tecnica con la quale sono realizzate le opere di Ivano Vitali, un artista eclettico, “padano” di nascita (è nato ad Argenta) e fiorentino d’adozione ormai da oltre trent’anni, scultore affermato, performer ed ecologista, che sulle colline dell’Impruneta dove vive ha operato con interventi ambientali e installazioni utilizzando materiali poveri appunto come la carta. Le opere sono realizzate dall’artista usando come materia prima ed esclusiva la carta proveniente da quotidiani, da depliant pubblicitari da cassetta, da pagine gialle, senza aggiunta di altre sostanze. Lunghe strisce di carta ritorte formano il filo del gomitolo, un filo che può essere riportato allo stato di partenza con una operazione inversa, e pertanto il testo contenuto nella striscia può essere leggibile, il messaggio ricostruito, la notizia riemergere nuovamente. Ogni gomitolo di filo viene creato per essere utilizzato nella realizzazione di abiti e oggetti. Unico perché raccoglie storie, immagini, pubblicità del passato, diverso per colore e spessore del filo che in superficie ne determina la grafica fatta di intrecci e di linee. La grafica è molto più evidente nei manufatti che realizza con i ferri da maglia, vedi il diritto e il rovescio delle maglie, i vari punti all’uncinetto, la trama dei tessuti, i segni che l’ago lascia quando cuce. I suoi sono oggetti che installa, abiti-scultura che indossa o fa indossare e che per la loro rigidità ricordano la corteccia degli alberi o l’armatura di un antico guerriero. Per la loro realizzazione tutti i passaggi vengono fatti rigorosamente a mano e con tempi molto lunghi. I risultati che ottiene variano anche dalla qualità della carta, dal peso, se è patinata o no, dal colore, dalle scritte e dalle immagini contenute. L’interesse e il rispetto per la parola scritta sono comunque all’origine del lavoro di Vitali. La mostra è un omaggio alla creatività e al lavoro femminile, e disegna, nelle 19 opere esposte, le tradizioni manifatturiere dell’Empolese fino al Padule di Fucecchio. Omaggio al lavoro silenzioso di generazioni di donne toscane, insegnamenti e mestieri trasmessi da madre a figlia secondo le rigide e antiche regole delle culture agricole in armonia e nel rispetto della natura. Il percorso della mostra si snoda in due sedi, a partire dalle sale della Villa Medicea dove sono esposti abiti e accessori quali gorgiere e scialli realizzati a maglia, a uncinetto, o a telaio africano, e prosegue negli spazi delle Costruzioni Buontalentiane prospicienti la piazza con i sette arazzi realizzati con carta di quotidiani e macro ferri da calza. «Gli arazzi sono opere in divenire. Appena torneranno a casa - ha affermato l’artista - ai miei arazzi continuerò ad aggiungere filo, per renderli ancora più grandi e ricchi di esperienze diverse». La curatrice della mostra, Elena Ginanneschi, ha scelto le opere da esporre a Cerreto in base ad un criterio legato alla struttura della villa.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

CORRIERE DELLA SERA - Corriere Fiorentino - 2 Aprile 2008

Atelier Abiti e arazzi con le pagine dei quotidiani
Le ultime notizie lavorate a maglia
Vitali: ferri, uncinetto e giornali

di Laura Antonini

Vestiti e accessori, arazzi e centrini, sculture e performance tutte di carta. Sono le creazioni di Ivano Vitali, ecologista, scultore e performer, come si definisce, che dal suo atelier di Via delle Ruote a Firenze trasforma in opere pagine dei quotidiani.
Nato nel Parco Delta del Po da trenta anni a Firenze, questo artista ha deciso in età matura di rinunciare ai materiali tradizionali della scultura per riciclare la carta stampata in opere, convinto che per contribuire al mantenimento del nostro ecosistema anche la creatività debba fare la sua parte esprimendosi con il minor danno per l'uomo e la natura.
Da più di venti anni ha eletto così la carta a materia prima con cui lavorare. "Una volta scelto il tipo di quotidiano e lo spessore del filo - racconta - attorciglio le strisce ricavate dalle pagine, collegandole fra di loro e sovrapponendo la fine con l'inizio di un'altra striscia fino alla realizzazione del gomitolo. Le tecniche che utilizzo sono i ferri da maglia, l'uncinetto, l'ago di diverse misure, talvolta ho usato anche i telai unendo all'ordito di cotone la trama di giornale".
Dal 2005 Vitali ha iniziato a costruire anche oggetti d'arredo molto grandi come gli arazzi: un grande archivio di notizie ottenuto attorcigliando mezze pagine o intere e poi lavorando il grosso filo con ferri da maglia lunghi quasi due metri. "La parola 'arazzo' - racconta - in inglese si dice tape-stry! Con mia moglie abbiamo deciso di mettere un trattino dopo 'tape' a sottolineare il significato che con i miei tappeti volevo veicolare: archivi di notizie, memoria di parole e suoni, cronache nere, rosa, sportive, culturali, economiche che con la mia lavorazione vengono fermate nel tempo". É un vero e proprio linguaggio estetico fatto di linee, colori, volumi e concetti quello di Vitali che insiste sul valore del riciclo da intendere come recupero in senso lato della materia ma anche delle tecniche di lavorazione come la maglia e l'uncinetto che tutti hanno conosciuto ma che praticano poco.
"Amo gli alberi e uso la carta per questo - spiega - ma do anche un grande valore alla parola scritta. E per questo motivo che mi servo della carta dei giornali perché veicolano dei messaggi che allo scadere della giornata spesso sono cestinati. Io li rendo fruibili in un modo alternativo e, per garantire la lettura di una parola o di una frase, tra una maglia e un'altra di uno dei miei abiti, evito di usare la colla o l'acqua che potrebbe danneggiare l'inchiostro. In questo modo il filo non perde di morbidezza ed elasticità, né si spezza". Sensibile alla tematica ecologica Vitali non aggiunge mai coloranti alle sue opere e, gli unici colori che utilizza, sono ancora una volta quelli che trova nella carta stampata. E il caso dell'abito Rosa bomb-on, esposto prossimamente (metà maggio-luglio 2008) nella Villa Medicea di Cerreto Guidi che ospiterà una personale di Vitali, realizzato interamente con le pagine, rosa, della Gazzetta dello Sport.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La Repubblica - Firenze   25 febbraio 2007

"Ferri da calza e vecchi giornali così la carta diventa immortale"
Ivano Vitali, artista ed ecologista, trasforma le pagine dei quotidiani in gomitoli.
Poi li tesse facendone arazzi e vestiti "Le mie creazioni parlano, sono un grande archivio
di notizie: se io ne srotolo un filo, ci ritrovo un articolo, la traccia di un fatto avvenuto"

di Claudia Riconda

"Tutto mi si sta trasformando in carta" Ivano Vitali da dieci anni lavora alla carta vecchia ed è la sua love story. Da dieci anni si imbratta le mani con i caratteri dei giornali, che raccoglie, legge, cataloga, testata per testata, e poi riduce a strisce, lunghi fili arrotolati che intreccia con grandi uncinetti e ferri da calza alti più di due metri.
I fondi di Scalfari, i reportage di Valli, le quotazioni della borsa e gli orari dei cinema: tutto passa molto democraticamente attraverso l’utopia di Vitali e diventa un arazzo, una gonna, un centrino. Sicché col tempo quest’artista, nato sul delta del Po e da trent’anni a Firenze, assomiglia sempre di più ad un ragno che trasforma le parole in una ragnatela infinita di parole, mescolando notizie, storie, vite, numeri di telefono e pubblicità in cassetta. Come Hanta, il poetico protagonista di "Una solitudine troppo rumorosa" di Hrabal, Vitali è ossessionato dalla carta. «E’ viva. Io la tocco e ci sento la linfa, ci sento l’albero, la natura. Ridare una vita nuova ad un vecchio giornale è ridare vita a quell’albero. Sono ecologista da sempre, fin da ragazzo mi divertivo ad animare gli alberi con sacchetti, gusci di uova, riciclando tutto ciò che trovavo, bottiglie, tappi, bambole, barattoli, tutto». A metà tra un imbalsamatore e un cannibale, che tra poche ore "mangerà" le sue stesse parole, quelle di questo articolo che finirà in uno dei suoi tanti gomitoli, Vitali sta tessendo un sogno folle: rendere immortale ciò che per sua natura non può esserlo, prolungare la vita, trasformandola in una forma d’arte, a qualcosa che appena nato è già destinato a spegnersi nel giro di poche ore. Cosa c’è infatti di più «in scadenza» di un giornale che appena letto finisce tra le cose da buttare? «E invece tutto si rimette in circolo. Questi gomitoli parlano: se io ne srotolo un filo, ci ritrovo il pezzo di un articolo, la traccia di qualcosa che è avvenuto, in quel giorno in quel luogo, c’è la fatica di chi lo ha scritto, le parole di chi ha vissuto, una guerra una gioia una crisi di governo, a cui io cerco di salvare dandogli una nuova forma. In fondo, se guarda quest’arazzo alla parete, cosa vede? Un grande archivio. Qui intrecciati ci sono trenta chili di giornale, tutto ciò che è avvenuto in un anno, ogni nodo è uno snodo: il crocevia di un fatto, le parole mescolate alle foto alle facce ai sentimenti».
L’atelier di Vitali, in via delle Ruote, è in effetti qualcosa di sorprendente: ogni testata di quotidiano o rivista ha il suo gomitolo, rosa la Gazzetta dello sport, grigio le Pagine Bianche, giallo Italia Oggi, metà colore metà no Repubblica, ambrato il Sole 24 Ore, e alle pareti sono esposti i lavori artistici che da quei fili (senza l’aggiunta di colla o di altro materiale) sono nati; non solo gli abiti, gonne e giacche che a un colpo d’occhio sembrano di tessuto tanto sono perfetti, ma soprattutto gli arazzi, che si possono «leggere» anche come il bilancio di un’azienda editoriale e forse si capisce di più: «Dal confronto fra due arazzi fatti con lo.
stesso quotidiano a distanza di un anno si vede, dall’infittirsi delle chiazze di colore, quanto sia aumentata la pubblicità».
Vitali, 54 anni, insegnante di disegno in una scuola media, sposato con Maddalena, ha già una fama consolidata: le sue performance sono state ospitate alla Biennale di Venezia, al Lingotto di Torino, a Villa Strozzi, alla Pergola, e al museo Stibbert. «Quando faccio dei défilé con i vestiti di carta, a chi li indossa dico sempre: a voi sembrano armature, perché magari sono un 
po' rigidi rispetto ad abiti di tessuto, ma in realtà sono cortecce di albero». Il mercato non gli interessa, niente di quello che fa è in vendita (ma si può conoscere attraverso il suo sito www.artnest.it): «Mi interessa unicamente comunicare un doppio messaggio, quello artistico e quello ecologico, che alla fine si fondono in un’unica cosa. Perché per me l’amore per la natura si esprime, adesso, attraverso queste creazioni". Che forse non ci sarebbero mai state, se suo padre Ferdinando non avesse intrecciato cesti di bambù quando lui era bambino, e se sua madre Maria non gli avesse insegnato a fare la calza quando lui era adulto:«Mi sono presentato da lei con un gomitolo di fili di giornale: mamma, mi insegni l’uncinetto?».

 

 
INFORMAQ5  Firenze - Gennaio 2007

Abiti di carta, come corazze, tra le mura del Museo Stibbert
Un artista e gli organi di Quartiere possono avere qualcosa in comune? Certo, il riutilizzo


di Dania Bellesi

Di lui avevamo già parlato altre volte, ma anche questo mese è il caso di richiamare l'attenzione su questo artista: Ivano Vitali. Vogliamo nuovamente scrivere di lui perché è riuscito ancora una volta a portare il suo messaggio all'attenzione del pubblico attraverso l'arte ed il suo estro creativo. Lo scorso 14 dicembre, al museo Stibbert si è svolta "Maglie di giornale come armature", una sua performance, durante la quale hanno sfilato sei modelli "prestati" dal Teatro d'Imbarco, indossando i suoi abiti di carta; l'impatto è stato unico. Al suono dei rumori prodotti dalla carta e dalla sua lavorazione i modelli apparivano in sala mostrandosi come l'armonica combinazione tra un guerriero samurai ed un albero secolare. La performance ha trasmesso tutta la forza del suo messaggio, un messaggio ecologico, di rispetto per la natura che ci circonda e teso a proporre uno stile di vita sano ed alternativo che rispecchia pienamente il lavoro che il Quartiere 5 sta portando avanti con varie iniziative già da molti anni.
"Idealistico pensare di poter produrre vestiti di carta - commenta Paolo Coggiola, assessore ai lavori pubblici ed ai rifiuti urbani, presente alla performance - ma sicuramente utile per trasmettere un messaggio di sensibilizzazione rivolto a tutti i cittadini per il nostro problema dei rifiuti che non dobbiamo sottovalutare. Sicuramente si può fare qualcosa per ridurre la quantità dei rifiuti, e ringrazio il Consiglio di Quartiere perché tutto ciò serve ad accrescere la sensibilità dei cittadini promuovendo la tecnica del riuso". Spesso l'arte non è fine a se stessa e l'artista, che spesso è tale perché unico ed ineguagliabile, riesce invece a diffondere il suo messaggio o quantomeno l'interesse per tale questione.
"Ha uno stile inconfondibile, impossibile da imitare ed io l'ho riconosciuto a distanza di anni; la carta è un materia umile ma nelle sue mani si trasforma in materia prima afferma Stefania Collesei presidente del Q5. Nella sua mente la carta diviene un vestito, una sedia, un tavolino e nelle sue mani tutto ciò riesce a prendere forma. "Durante le festività natalizie viene consumata una grandissima quantità di carta - continua Stefania Collesei - ed è da questo che trae origine l'idea sviluppata presso la Ludoteca 'Il Castello dei balocchi' di far risultare dalla carta dei doni una nuova materia, un nuovo oggetto. E facile capire come nella vita tutto s'intreccia e tutto può essere la base per ricreare qualcosa".
Un messaggio chiaro, deciso forte che usa mezzi come l'arte per rendersi ancora più concreto manifestandosi

 
IL CORRIERE di Firenze - 16 dicembre 2006
Fino al 20 dicembre insolita installazione al Museo Stibbert
Le armature fatte... di carta

Chi ha detto che il giornale è fatto solo per leggere. E che anche questa pagina del Corriere possa diventare, una volta usata, magari parte di un bel vestito. Basta andare al Museo Stibbert, per vedere quel che si può fare con un quotidiano. Fino al 20 dicembre, "Maglie di giornale come armature'. Insoliti abiti installazioni realizzati con un "filo", lavorato e torto esclusivamente a mano, ottenuto dalla carta di giornale. Gli abiti, sono le inusuali creazioni di Ivano Vitali. Artista dell'effimero, come si definisce, trasforma le pagine dei quotidiani in fili senza l'uso di colle e coloranti. Il filo viene poi lavorato, come un "qualsiasi filo di lana". Rispettosi dell'ambiente, ecologicamente corretti, gli abiti di Ivano Vitali arricchiranno le collezioni di Stibbert fino a mercoledì.
E soprattutto abiti che non devono mai essere stirati. Ed oggi, inoltre, per visitare o rivisitare il Museo Stibbert di Firenze una doppia buona occasione: si aiuta la ricerca, perché metà del ricavato della giornata sarà devoluto a Telethon e il costo del biglietto sarà ridotto. A disposizione dei visitatori anche visite guidate che illustreranno meglio le peculiarità di uno dei musei più singolari del panorama fiorentino e che quest'anno ha ricevuto anche l'onore della visita e gli apprezzamenti della Regina di Danimarca. Un'occasione per trascorrere una piacevole mattinata, o pomeriggio, nel più straordinario e stravagante dei Musei italiani, che quest'anno ha celebrato il centenario della morte del suo fondatore.
 
La Nazione - Sabato 16 dicembre 2006
'Maglie di giornale come armature' in mostra al Museo Stibbert
Fino al 20 dicembre le creazioni di Ivano Vitali: oggi ingresso ridotto

MAGLIE di giornale come armature al Museo Stibbert, nell'omonima via, fino al 20 dicembre. Oggi ingresso ridotto e visite guidate gratuite e una buona occasione benefica. Metà del ricavato devoluto in favore di TeIethon. Chi ha sempre sognato l'abito di carta che non si stira non ha che da andare al Museo Stibbert, per vedere quel che si può fare con un quotidiano. In mostra insoliti abiti installazioni realizzati con un 'filo', lavorato e torto esclusivamente a mano, ottenuto dalla carta di giornale. Gli abiti, sono le inusuali creazioni di Ivano Vitali. Artista dell'effimero, come si definisce, trasforma le pagine dei quotidiani in fili senza l'uso di colle e coloranti. Il filo viene poi lavorato, come un 'qualsiasi filo di lana'.
Oggi, inoltre, per visitare o rivisitare il Museo Stibbert di Firenze è una doppia buona occasione: si aiuta la ricerca, perché metà del ricavato della giornata sarà devoluto a Telethon e il costo del biglietto sarà ridotto.
A disposizione dei visitatori anche visite guidate. Un'occasione per trascorrere una piacevole mattinata, o pomeriggio, nel più straordinario e stravagante dei Musei italiani, che quest'anno ha celebrato il centenario della morte del suo fondatore.

 
Il Tirreno - Giovedi 14 Dicembre 2006
Le corazze di carta di Ivano Vitali
Al Museo Stibbert armature confezionate con i vecchi giornali
 
di Federica Lessi

FIRENZE. Sono corazze speciali quelle che da domani affiancheranno le celebri armature del Museo Stibbert. Si tratta di giacche e gonne lavorate a maglia, non di lucido metallo ma di semplice carta. A realizzarle con pagine di quotidiani e riviste è stato Ivano Vitali, artista e performer ferrarese che vive a Firenze confezionando abiti a maglia di giornale dal 1997. L'artista avvolge pazientemente le strisce strappate dalle più varie testate di quotidiani e periodici fino a farne un filo continuo che poi lavora ai ferri, uncinetto o telaio. Un'arte ereditata dalla madre che si basa sull'idea guida del suo lavoro da trent'anni: il recupero di materiali di scarto, specie della carta stampata che ha vasta divulgazione e rapido consumo.
In occasione del Natale e prendendo spunto dal grande uso di carta da regalo che verrà gettata dopo l'apertura dei pacchetti, Vitali in collaborazione con il Consiglio di quartiere 5 e la ludoteca Castello dei Balocchi, propone l'installazione di alcuni dei suoi abiti nella Loggetta Cantagalli del Museo Stibbert. Per educare al riciclo mostrando un riuso nobile e pacifico della carta. L'esposizione "Maglie di giornale come armature" sarà preceduta oggi alle 17 da una performance con sfilata in cui Vitali illustra il suo lavoro e presenta una decina di abiti. I capi hanno l'aspetto delle cotte a maglie usate nel Medioevo e nel Rinascimento, come quelle collezionate da Frederick Stibbert e custodite nel museo, ma sono innocue corazze di carta intrecciata con grande perizia da un artista del nostro tempo. I modelli sono da uomo e da donna, giacche ricercate come la rossa "Megan", realizzata con tutte le pubblicità di quel colore, o la raffinata "Ginger", tessuta con le Pagine Gialle dell'elenco telefonico e rifinita in azzurro, la gonna rosa con volant ricavata dalla Gazzetta dello Sport o quella paglierino con gli articoli di Italia Oggi. La mostra è aperta fino al 20 dicembre: lunedì, martedì, mercoledì ore 10-14 e venerdì, sabato, domenica ore 10-18.
                                                                                                                                         
 
INFORMAQ5  Firenze - Dicembre 2006

Maglie di giornale come armature
Un messaggio ecologico che passa anche attraverso la realizzazione di abiti

Come ormai i nostri lettori sapranno l'ecologia è un tema molto importante e molto sentito dal nostro Quartiere che, da sempre e attraverso moltissime iniziative, mostra sensibilità ed interesse per le tematiche ambientali. Molte sono le iniziative organizzate dal Quartiere che vedono protagonisti proprio i cittadini coinvolti nella tutela del proprio territorio e nel rispetto dell'ambiente che, oggi più che mai, rappresenta una grande risorsa da capire, rispettare, aiutare e, soprattutto tutelare.
Qualche mese fa, durante il periodo estivo, è cominciata una serie d'iniziative proprio sul tema dell'ecologia e del riciclaggio; MutaMenti, questo il titolo, è stata pensata ed organizzata dal Quartiere 5 come una serie d'incontri di sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti e sulla tutela ambientale, proposti nei maggiori punti d'aggregazione del territorio. MutaMenti ha previsto anche due laboratori e la realizzazione di un video da parte dei ragazzi del centro giovani Galileo 2, sempre sul tema del rispetto e della tutela ambientale.
Uno dei laboratori organizzati dal Quartiere prevede la partecipazione di Ivano Vitali, artista e performer che da molti anni con i suoi abiti di carta porta in tutta Italia il suo messaggio ecologico; sarà proprio questo artista fiorentino che, a partire da venerdì 15 fino a mercoledì 20 dicembre esporrà tre sue creazioni nella loggetta Cantagalli del Museo Stibbert. Saranno installati su manichini, tre dei suoi abiti di carta realizzati con tre differenti tecniche di lavorazione, e saranno visibili a tutti i visitatori del museo che, con lo stesso biglietto d'ingresso e nello stesso orario, potranno visitare anche l'esposizione nella loggetta Cantagalli. L'installazione, voluta ed organizzata dal Q.5, prende il nome di "Maglie di giornale come armature", poiché la carta, che dona una rigida consistenza agli abiti di Vitali, ricorda la maglia delle antiche armature, quale posto migliore, quindi se non il Museo Stibbert poteva ospitare quest'installazione!
L'iniziativa sarà presentata in anteprima il giorno 14 dicembre in occasione di una performance di Ivano Vitali, sempre all'interno del Museo Stibbert a cui saranno presenti la presidente del Quartiere 5 Stefania Collesei; Cristina Bevilacqua, assessore ai nuovi stili di vita e consumo critico del Comune; Paolo Coggiola, assessore ai servizi pubblici integrati ed al ciclo acque e rifiuti del Comune; Luigi Nigi, assessore all'ambiente e all'energia della Provincia, e molti altri.
Un altro passo in avanti del Quartière 5 per la tutela del territorio che, attraverso la possibilità di far conoscere anche all'interno di un museo, alternative di riciclaggio, desidera avvicinare i cittadini ad un più corretto stile di vita e ad una maggiore attenzione per l'ambiente che ci circonda.
Sfilata Ivano Vitali
La carta di giornale come materia prima

La sfilata di abiti di carta di Ivano Vitali, oltre ad offrirci delle splendide suggestioni in una cornice prestigiosa come quella del Museo Stibbert ci invita a considerare questo materiale, la carta, da un altro punto di vista. Ivano Vitali infatti usa la carta di giornale come materia prima, ridando vita a qualcosa che diversamente può essere considerato solo un rifiuto da gettare o tutt'al più da raccogliere differenziatamente. Nelle sue mani questo materiale diventa un filo di lana, monta, cresce e si trasforma in abito. È dalla sua esperienza che trae origine la proposta della Ludoteca 'Il Castello dei Balòcchi" che propone di utilizzare la carta da regalo come materia prima per decorare, creare, costruire oggetti, giochi e tutto quello che la fantasia e la versatilità che questo materiale possono ispirare.
Durante il periodo delle feste diventa forte il consumo della carta da regalo, talvolta anche molto bella, raffinata, originale, che però inevitabilmente ha vita molto breve. Vorremmo per questo motivo proporre di andare un po' in "controtendenza", affiancando al consumismo che spinge agli acquisti natalizi anche una riflessione sulla possibilità di recuperare e trasformare gli imballaggi dei regali in oggetti. I bambini allora sono invitati anche a considerare anche la carta un oggetto da recuperare e da riutilizzare. Se i bambini vorranno potranno portare la carta presso la Ludoteca "Il Castello dei Balocchi" e magari a partecipare al suo riutilizzo.
lnfo sui laboratori di riutilizzo della carte da regalo:
Ludoteca il Castello dei Balocchi, via del Pontormo 92 tel. 055454395
Orario invernale: lunedì e giovedì 9,30-12 / 15-18,30
martedì, venerdì e sabato 9,30-12 - mercoledì 15-18,30

homepage     elenco recensioni     sulla carta stampata