- Le Piagge
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- In mostra la nobile arte della carta
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- Si è inaugurata il 15 dicembre presso il Centro Commerciale Le
Piagge, in via Lombardia 15, la particolarissima mostra "Véstiti di giornale!",
dedicata alle opere di Ivano Vitali e voluta da Comune di Firenze, Aeroporto di Firenze e
Consiglio di Quartiere 5.
- Per quattro giorni si possono vedere cinque abiti interamente
realizzati di carta, costruiti a mano da Ivano Vitali. Durante il vernissage Vitali ha
inoltre eseguito la performance Zoom in, in cui l'artista ha realizzato dal vivo,
attraverso enormi ferri da calza e un altrettanto enorme gomitolo di carta.
- Le pagine dei quotidiani vengono strappate in tante strisce e poi
trasformate in filo, un filo ritorto che avvolge parole e immagini, fino a formare grandi
gomitoli, che l'artista lavora come fossero gomitoli di lana.
- Dal 1979 Vitali non può fare a meno di maneggiare continuamente
carta, prima raccogliendo esclusivamente carta di riciclo, selezionandola e strappandola,
poi avvolgendola in gomitoli, che già di per sé sono opere d'arte, che hanno alle spalle
un lavoro di grande capacità e precisione, in un secondo momento costruendo eterei e
fragilissimi abiti, il tutto senza usare né colle, né forbici.
- La sua è una continua ricerca sulla grafica, che il giornale ha
dentro di sé, prima distruggendola e poi ricostruendola in una sua personale grafica,
seguendo la sua particolare sensibilità. La mostra rimarrà aperta dal 15 al 18 dicembre
2005 con il seguente orario: dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 19.
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Cecilia Barbieri
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- La Piazza di
Riffredi
dicembre 2005
Ivano Vitali alle Piagge con una delle sue performance
Véstiti di giornale giocando con la fantasia
L'artista è capace di creare indumenti perfetti con la carta
Véstiti di giornale. Potrebbe essere un invito a indossare materiali ecologici oppure
(basta cambiare l'accento) trasformarsi in una collezione di abiti davvero singolare.
Niente di questo, anzi è molto di più la mostra-evento dell'artista Ivano Vitali aperta
al pubblico nei giorni 15, 16, 17 e 18 dicembre presso la Saletta Soci del Centro
Commerciale Coop delle Piagge. La carta è un materiale "diverso" e Ivano ha
affinato le tecniche perché i gomitoli di carta di giornale diventino indumenti perfetti.
Ma non è tutto qui. In armonia con le sue convinzioni ecologiche Vitali non vuole usare
colori, altamente inquinanti, ma solo riciclare. Con assoluta pazienza divide quindi
grigio chiaro, grigio scuro, bianco, pubblicità blu, verde, gialla... E il risultato è
davvero unico.
- Senza voler anticipare di più quella che sarà la tappa fiorentina
dell'artista è interessante capire come nasce una passione di questo tipo. Del resto, è
lui stesso a dirlo, la carta gli è entrata nel sangue uscendogli dalle mani sotto forma
di filo. Una dote rara capace di emozionare tanta gente.
- Tra le performance più suggestive quella dedicata qualche anno fa
alle celebrazioni degli Indiani d'America: in loro onore si vesti di carta danzando e
cantando le parole che su questa erano stampate. Fantasia ed estro furono protagonisti
anche quando scopri la magia dei sacchi, rigorosamente in carta di giornale. Da
contenitori d'aria, di vento, di spirito divennero contenitori di uomini, donne e bambini
che in varie piazze d'Italia e d'Europa sperimentarono l'antico gioco re-inventato da
Ivano. "Lavoro un sacco" si divertiva a dire l'artista, ma alla fine a
divertirsi furono in molti. Un giornale dopo l'altro anche il teatro grazie a lui è
diventato di carta, con folletti, fate e incantesimi nel "Peter Pan" andato in
scena alla Pergola. E' stato ancora una volta il teatro a offrirgli gli spazi per mettere
in mostra i suoi manichini ispirati a de Chirico. Sempre più spesso Ivano fa delle
apparizioni in pubblico indossando carta e chi osserva non si accorge che la giacca, il
kimono, il gilet non sono di stoffa. Viene da pensare, anzi fantasticare, che un giorno
anche questa pagina di giornale si trasformerà nella manica o nel cappello di una delle
creazioni di Ivano Vitali. Sarebbe un vero onore.
- Giulia
Pruneti
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- INFORMATORE Unicoop Firenze - Dicembre 2005
VÈSTITI DI GIORNALE!
"Sfilata" al Centro Commerciale Le Piagge
I giornali diventano filo, e quel lungo filo di parole riveste cinque manichini. C'è
"La nonna" vestita di pagine di pubblicità dei quotidiani, la
"Chanteuse" avvolta in un boa che un dì si chiamava Pagine gialle e serviva a
rintracciare un idraulico. E c'è anche "Aurora", con un moderno gilet e una
gonna all'ultima moda ricavata dalle pagine del Sole 24 ore. In mano a Ivano Vitali hanno
fatto la stessa fine anche tante vecchie copie de La Repubblica o della Gazzetta dello
Sport: sono diventati giacche, giubbotti, pantaloni, scialli ed altro ancora.
"Vèstiti di giornale - I vestiti di Ivano Vitali", è il titolo della mostra
che si terrà da giovedì 15 a domenica 18 dicembre al punto soci del Centro commerciale
Le Piagge. Un'esposizione curiosa e piena di fantasia, in cui Vitali, con oggetti
"naturalmente votati" all'immondizia o giù di lì, riesce a realizzare
improbabili abiti per ogni occasione. Questo artista dell'effimero, che realizza le sue
opere con la carta stampata, trasforma i giornali in filo utilizzando i ferri da maglia,
l'uncinetto, il telaio. I cinque manichini in mostra alle Piagge sono anch'essi opera di
riciclaggio.
Qualche curiosità? La gonna della nonna è stata realizzata con strisce di carta prese da
"La Repubblica"; "Trachinia" ha una giacca rosa-sport ricavata nel
2004 dalla "Gazzetta dello sport". Mentre "Samurai" ha un kimono nero
e giallo realizzato con quotidiani vari e filo di cotone lavorati a telaio.
Ivano Vitali crea la sua prima performance con i quotidiani nel '79: si chiamava
"Grafica nell'aria", perché strappava strisce di giornale che faceva poi
volteggiare nell'aria, appunto. Nel 2000 presenta il suo primo defilé al teatro della
Limonaia di Villa Strozzi a Firenze. Ultima in ordine di tempo (2005) è la partecipazione
dell'artista a "Metacarta", omaggio a Giorgio de Chirico, al Teatro della
Pergola di Firenze.
Laura D'Ettole
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- IN-FORMAQ5firenze
Mostra
Vestiti di Giornale da Ivano Vitali
Abbiamo incontrato l'artista che espone al Centro Commerciale Coop
delle Piagge
Ivano Vitali, espone cinque delle sue opere realizzate con la carta stampata, al Centro
Commerciale Coop delle Piagge dal 15 al 18 dicembre presso la saletta espositiva interna
al Centro.
Vitali ha fatto della sua vita un inno all'ecologia; ha cominciato la carriera
trasformando in opere, materiali di recupero ed ha dedicato gli ultimi tre anni alla
creazione di abiti... d'autore. Niente seta o cachemire, i suoi abiti sono interamente
realizzati con carta di giornali, preferibilmente di quotidiani, che vengono pazientemente
lavorati, senza uso di collanti, e trasformati in veri e propri fili e quindi in gomitoli
che l'artista lavora all'uncinetto, a maglia oppure a telaio.
La spettacolarità sta nel fatto che non si nota la differenza da un abito normale. Gilet,
gonne, top, scialle e addirittura kimoni molto delicati ed unici, non hanno niente da
invidiare agli abiti realizzati dai più grandi stilisti. Nel suo laboratorio Artnest, si
respirano creatività ed originalità che rendono gli abiti di Vitali dei pezzi unici;
fili di carta di giornali, il più povero dei materiali che diventa la più importante e
preziosa opera. Vitali, incentra tutta la sua arte sul valore dell'ecologia e del riuso
dei materiali, basti pensare che anche il tavolo e le sedie del suo ufficio sono di carta.
L'arte, secondo lei, può essere un soggetto riconducibile al quotidiano, oppure
deve mantenere una sua valenza estetica al di fuori da ogni "utilità"?
Il compito dell'artista è quello di comunicare, e l'arte in sé ha sempre dei
contenuti; chi realizza l'opera, poi ci mette sempre qualcosa di suo, della sua vita
perché oltre che bella, la creazione possa contenere dei messaggi. Dalle mie opere
traspare la passione per la natura, e l'interesse per l'ecologia, io amo molto gli alberi,
ecco perché utilizzo la carta riciclabile per le mie opere. Ognuno, poi elabora il
messaggio come vuole, il fatto che io strappo i giornali e li butto in aria, è stato
interpretato da qualcuno come lo strappare un qualcosa che ormai non ci dice più niente
di buono; il fattore principale, però è che io ci ricavo qualcosa di nuovo, le parole
continuano a mandare un messaggio, non si butta via, ad esempio il lavoro del giornalista,
anzi si forma un archivio, un insieme di fatti racchiusi in un abito; ed il giornale è
diventato la mia materia prima, non ci sarebbe niente di ecologico se comprassi ed
utilizzassi della carta bianca".
Quando ha preso piena coscienza del suo modo di fare arte?
"Fin dall'inizio. Io sono nato in un paesino all'interno del parco del delta
del Po, ho sentito subito il rapporto con la natura, quando avevo voglia prendevo la
bicicletta ed andavo a fare delle passeggiate tra il bosco, la palude ed il fiume.
Rimanere vent'anni in posti come questo, ti forma!
Cos'è Artnest?
"È il mio laboratorio in via delle Ruote 23/rosso ed è aperto al pubblico.
Qui si possono vedere alcune mie opere, chi fosse interessato può venire, magari
contattandomi telefonicamente per prendere un appuntamento. Lo abbiamo creato in due, io e
mia moglie Maddalena Ghini.
Perché un omaggio a de Chirico, in una sua installazione alla Sala Oro della
Pergola lo scorso marzo?
Mi piace come artista, ed ha avuto, inoltre, un bel periodo ferrarese in cui con
un suo famoso quadro ha dato via alla metafisica, anche grazie alla conoscenza con alcuni
artisti del luogo. Quando ho avuto l'idea di creare io stesso i miei manichini, il
pensiero mi ha ricondotto istintivamente a lui, ai suoi quadri.
I giornali sono per lei soltanto un materiale, o il fatto che contengono infinite
parole ha qualche significato per le sue creazioni?
Oltre che materiale il giornale contiene un'infinità di notizie, uno si può
vestire o fasciare la testa con gomitoli di parole, fatti, cronache, pubblicità!
Il 15 dicembre esporrà le sue opere all'interno della sala espositiva del Centro
Commerciale Coop alle Piagge, quali delle sue opere pensa di mostrare al pubblico?
La piccola esposizione consiste nell'esposizione di cinque manichini...
- "La nonna", abito con selezione pubblicità bianco-nera. La giacca (2003) è
stata realizzata con ferri da maglia e lo scialle (2004) all'uncinetto; la gonna (2002)
con strisce del quotidiano La Repubblica.
- 'Trachinia", abito realizzato con il quotidiano La Gazzetta dello Sport. Giacca
rosasport realizzata con i ferri da maglia. Gonna e Jabot (2005) con strisce di
quotidiani.
- "Aurora", abito e collana realizzati con il quotidiano "il Sole 24
Ore"gilet (2003) fatto con ferri da maglia, Gonna (2000) a strisce, collana (2005).
- "Chanteuse", abito e collana realizzati con Pagine Gialle e pubblicità.
L'abito (2003) è realizzato a maglia, la Gonna con strisce ed il Boa con le Pagine Gialle
anch'esso.
- "Samurai", kimono nero e giallo (2004) realizzato con quotidiani e filo di
cotone. Tessuto ottenuto con telaio modificato per garza.
Ci sarebbero moltissime altre cose da scrivere su questo affascinante artista, l'unico
modo per conoscere veramente la sua arte e poterla ammirare nella sua interezza e nella
sua lavorazione è quello di andare a trovare Ivano Vitali, nel suo laboratorio, anche in
piccoli gruppi, magari chiamando preventivamente al numero 3281134144.
Dania Bellesi
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- Romagna
Corriere di Forlì
Martedì 17 maggio 2005 - pag.30
Atelier d'artista
Ivano Vitali, ovvero il serio gioco dell'arte
"In una società così piena di contraddizioni è operante in modo
continuo e sistematico un atteggiamento ideologico indotto negli uomini, che tende
continuamente a scoraggiarli e a negare la loro funzione di soggetti storici, rendendoli
impotenti e passivi
E' evidente che per abituare un uomo a vivere sotto questa
cappa di piombo del quotidiano, occorre sviluppare un'educazione che lentamente spenga in
lui ogni voglia di contare qualcosa, ogni fiducia nelle proprie capacità".
Questi concetti, purtroppo ancora diffusi, venivano sottolineati da Miranda Alberti in Interventi
Artistici del 1977 ad Argenta, nel contesto dell'operato di Ivano Vitali. Evidenziare
questo artista è come fare eco alla fantasia di chi, non omologato alla catena di
montaggio di una produzione programmata a tavolino e prevedibile, continua a credere in un
lavoro di ricerca creativa, ancora non suddiviso e alienato.
Dagli anni settanta, il suo è uno svolgersi dello studio sulla forma, partendo
dall'osservazione della natura, traducendo in allegorie scultoree compositive, per
giungere ad assolute essenzialità, ritornando a strutture primarie semplificate.
La sua è stata una narrazione iconoclasta, attraverso l'uso di materiali poveri, dalla
creta, alla pietra, al legno d'ulivo, caratterizzandosi in una vena di
"purismo". La tipologia di questi materiali lo ha aiutato in una sorta di gioco,
che lo ha portato al "principio dell'immaginazione", alla libera espressività,
all'aspirazione d'artista di operare in un contesto culturale ed economico a disposizione
dell'estetica, e non strumentale. Questo è il pensiero "fulcro" nell'opera di
Vitali.
Alle esigenze di regolarità geometriche seguono le prime installazioni dal '76 al '79
nelle campagne dell'Impruneta (FI), utilizzando materiali di recupero: penne, sacchetti,
quotidiani
L'ecologia è fra le sue tematiche preferite. Vitali non fa parte di alcun movimento,
anche se ha alcune affinità con l'arte povera ed il concettuale. Dal 1996 la carta
stampata diviene il materiale prescelto nelle sue creazioni e nel 2002, con l'apertura
dello studio "Art-nest" a Firenze, inizia a trasformare i quotidiani in
gomitoli, per la realizzazione di "opere-abito", indossabili ma non portabili.
Ciò è possibile attraverso l'uso di un filo, elaborato a mano, da strisce di quotidiani,
senza l'uso di collanti e coloranti, che gli consente, con un paziente lavoro con ferri da
maglia o uncinetto (tecniche insegnategli dalla madre), di convertire una materia povera
in oggetti preziosi.
In parallelo, le sue performance sono passate dai racconti spettacolari A favore degli
indiani d'America a rappresentazioni di ritagli di vita quotidiana.
Ivano Vitali è nato a Ferrara e si è poi trasferito a Forlì ove si è diplomato
all'Istituto d'Arte. A Bologna si è diplomato in scultura all'Accademia di Belle Arti.
Sue manifestazioni principali a Bologna, Palazzo dei Congressi, a Pietrasanta, a Firenze,
ove è docente di Educazione Artistica. Ha partecipato al progetto "Brain Academy
Apartment", nella sezione Extra 50 nella Biennale di Venezia.
Suoi lavori sono in mostra permanente nel suo studio a Forlì in via Mondina, 4. Sarà
presente con i suoi abiti nella prima decade di maggio a Palazzo dei Congressi di Torino.
Loretta Bagnoli
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- Metropoli Firenze
Venerdì 1 aprile 2005
Quando la moda è fatta solo
di carta
Alla scoperta di Ivano Vitali e dei suoi abiti ricavati dalle pagine dei quotidiani
Creatività e originalità caratterizzano le creazioni di Ivano Vitali
che, con una capacità fuori dal comune, si è dedicato a filare niente meno che la carta.
Nel suo laboratorio Artnest (in via delle Ruote 23 rosso), infatti, è possibile ammirare
affascinanti installazioni ed eleganti vestiti, tutti realizzati rigorosamente in carta
ricavata dalle pagine dei quotidiani; non si tratta di banali applicazioni ma di un lavoro
da vero artista. Le strisce di quotidiano sono ridotte a gomitoli poi lavorate a maglia o
a telaio. Realizzazioni degne di un vero stilista che non niente hanno da invidiare ai
capi alla moda. A un primo colpo d'occhio questi vestiti potrebbero sembrare di maglia
tanto sono finemente tessuti e solo avvicinandosi si distinguono le piccole lettere degli
articoli dei quotidiani, mentre i colori sono dati dal sapiente accostamento delle diverse
tonalità delle pubblicità. Non solo, passando dal lavoro a maglia a quello all'uncinetto
ha creato anche delicati centrini ed eleganti scialli in pura carta da riciclo. Ivano
Vitali ha realizzato i primi lavori con la carta negli anni '70; dopo una pausa dedicata
alla scultura, fra il 1996 e il 2002 è ritornato alla carta stampata con la produzione di
vestiti molto scenografici, creati strappando la carta dei giornali e rimontando gli
strappi addosso, con cui ha realizzato varie performance. Tre anni fa l'idea di filare la
carta su cui si è specializzato, lavorando i capi ai ferri o con vari telai (come quello
africano) per rendere secondo necessità tessiture più fitte o più lenti. Vitali, fra
l'altro, di recente è stato protagonista al teatro della Pergola dove, nella Sala Oro, si
è svolta la mostra "Metacarta" in omaggio a Giorgio de Chirico. Nel foyer del
teatro una sua installazione, il manichino "La sposa", con un abito in carta e
alluminio. Inoltre, ha realizzato i costumi, indossati dai piccoli protagonisti dell'opera
in musica "Bambini uccellini - La cantata di Peter Pan". Chiunque fosse
interessato, può passare dal suo laboratorio se l'artista è presente (più facilmente
nel tardo pomeriggio), sarà felice di mostrare le sue creazioni, di cui è possibile
avere 'un assaggio" guardando la vetrina dove sono proiettate come su uno schermo.
Ilaria Madiai
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- il Corriere - Firenze Provincia
Lunedì 21 Marzo 2005
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- Storie valdarnesi
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Un samurai vestito di carta (di giornale)
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- VALDARNO - Carta in gioco, giochi di carte. Si è svolto in questi
giorni in un agriturismo di Tosi, davanti a un gruppo di trenta persone, fra cui dieci
bambini, uno stage, quasi un happening, sul riuso creativo della carta stampata. Lo
conduceva Ivano Vitali. Come definire questo eccezionale personaggio che ha scelto la
carta -rifiuto come materiale-principe delle sue creazioni, nuovamente nobilitandola
carto -Amante, mago-cartaio, paper-man, uomo di carta, che vola leggero, che vola
alto ? Certo Ivano è tutto questo. Dallaspetto vagamente orientale, sembra uno di
quei genietti che talvolta compaiono nelle illustrazioni dei libri di fiabe ambientate in
Giappone, e si muove pure con lagilità di un genietto. Prima di illustrare agli
ospiti, tutti convinti praticanti della differenziazione dei rifiuti e delle loro
potenzialità di riuso, i segreti dei suoi lavori, si esibito in unazione scenica
che subito ha galvanizzato lattenzione degli ospiti. Vestito con un abito da
samurai, fatto con fili di carta (in specifico pagine del Corriere di Firenze e del
Corriere della Sera) ritorti e lavorati ai ferri a maglia larga, con le dita delle mani
ricoperte con dei lunghissimi fusi neri di cartone, si muoveva danzando tra gli olivi,
facendo capolino tra i tronchi o avvinghiandosi ad essi-con le lunghe dita da ragazzo-mani
di forbice, mentre si diffondeva alta per la campagna una stupenda canzone di Leo Ferré.
Linteresse suscitato dalla sua esibizione ha motivato poi lattenzione verso la
fase successiva dello stage, quando Ivano ha spiegato con dovizia di particolari come
avviene la rinascita della "cartaccia", la metamorfosi che la rende altro. I
quotidiani vengono suddivisi per testata, le pagine sono poi selezionate, da una parte
quelle con foto in bianco e nero, da unaltra quelle con foto a colori, da
unaltra quelle pubblicitarie. Sono usate per performances a tema, le pagine con foto
di guerra, di cronaca nera ecc. Altra suddivisione importante riguarda i colori: il
rosa della Gazzetta dello Sport o il giallino di altri quotidiani vengono usati per fare
fili particolari. Le pagine tagliate a strisce, vengono ritorte e trasformate in fili
lunghissimi e forti, poi aggomitolati. Gomitoli di tanti colori, puntinisti. Con questi
fili Ivano realizza cardigan, maglioni; abiti teatrali, ma anche ceste, borse, contenitori
vari.
- Con la carta dei settimanali o con le pagine gialle, presi tra la
carta da macero, ha costruito degli enormi sacchi che si gonfiano al vento, si chiamano
"un sacco bello..."
- - Oggi il segreto per trovare grandi felicità è riacquistare la
capacità di agire come i bambini - ha detto Ivano - Dobbiamo riappropriarci della magia
del gioco. Non ci si può lasciar sopraffare da un sistema in cui solo leconomia
detta le regole per un sempre maggiore accumulo di oggetti superflui e un sempre maggior
consumo; per questo io sono diventato un "giocatore di carte e un tessitore di
parole". Ultimamente lartista ha vestito dei manichini, con abiti rigorosamente
cartacei, per uno spettacolo su de Chirico al Teatro della Pergola - Chi vuole
trovarlo,
può cercarlo a Firenze, nella sua piccola tana da genietto urbano, in via delle Ruote 23
rosso.
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Luciana Alterini
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- IN-FORMAcittàfirenze
Marzo 2005
Mai pensato di filare la carta?
Materiale antico per vestiti nuovi
Avete mai pensato di filare la
carta? Se fate parte, come me, della folta schiera
delle persone "normali", sicuramente no. Ma se avete quel "che" di
speciale che solo un vero artista può avere, forse l'idea vi è venuta. Chi l'ha comunque
pensata, e realizzata, è Ivano Vitali. Non dalla sera alla mattina, è chiaro, bensì
dopo lunghe elaborazioni in campo artistico. E le applicazioni pratiche che ne conseguono
sono a dir poco spettacolari.
I primi lavori con la carta da macero, preferibilmente quella dei quotidiani, risalgono
alla seconda metà degli anni 70. Dello stesso periodo le prime installazioni, che
non si limitano alla sola carta ma comprendono una serie di materiali di recupero: legna,
uova, cartucce usate ecc, raccolte ed esposte nelle campagne dellImpruneta. Si
direbbe unarte ecologista, che utilizza quello che la nostra società scarta,
trasformando il potenziale inquinamento in bellezza.
Dopo una pausa dedicata alla scultura, il leitmotiv della carta stampata ritorna, negli
anni 1996 - 2002, con la produzione di una serie di vestiti molto scenografici, creati
strappando a mano la carta dei giornali e rimontando gli strappi addosso. Vestiti con cui
Vitali ha realizzato diverse performances in cui dava vita a dei personaggi di fronte a un
pubblico.
Tre anni fa la grande idea, e la svolta: filare la carta, realizzare gomitoli con essa e
produrre non più vestiti "effimeri", soltanto applicati sul corpo, ma lavorati
a maglia e a telaio. E qui viene il bello: siete sfidati a distinguere i vestiti creati
dalle mani "fatate" di questo artista (inizialmente indottrinate da quelle
sapienti della madre) da quelli realizzati in cotone grezzo o juta, tanto di moda di
questi tempi! Non fosse perché avvicinandosi si leggono le note letterine degli articoli
dei quotidiani e perché al tatto si percepisce la rigidità della carta, i capi di carta
filata - con infinita pazienza e dedizione - risultano molto simili all'abbigliamento
comune. Prêt-a-porter da riciclo
Sono modellati, lavorati con i diversi punti della
maglieria o con diversi telai (telaio africano e telaio modificato per garze) a rendere
tutte le gradazioni di tessitura, da quella più fitta a quella più lenta in base
all'estro dell'artista. La stessa resa cromatica e materica lo stimola a ideare il
modello. Sono colorati ma non tinti: i colori risultano dall'oculata scelta di quotidiani
che presentino pubblicità in diverse tonalità; e così ecco i gilet grigi, le gonne
azzurre, le giubbe gialle, i kimono rossi e striati. Tutti rigorosamente cuciti anche con
solo filo di carta. Ultimamente poi, Vitali, sta sperimentando l'unione del filo di carta
di giornale con carta d'altro tipo, come la carta d'allumino (ovviamente
"filata"), e sta realizzando persino un abbagliante abito da sposa
Ma la sua creatività non si ferma qui; non contento del lavoro a maglia ha esplorato
l'universo dell'uncinetto, creando - in pura carta da macero - aggraziati centrini ed
eleganti scialli. Nel suo laboratorio, denominato Artnest, li ha poi esposti su
strutture/sculture che si direbbero progettate in cemento da un architetto minimalista
contemporaneo, ma che sono - ovviamente - realizzate da lui in carta! Se siete curiosi di
vedere queste meraviglie, passate all'imbrunire da via delle Ruote: sulla vetrina del
numero 23 rosso (proprio davanti al ristorante vegetariano) le vedrete proiettate a
gettito continuo, come su uno schermo. Se poi non vi basta guardare ma volete toccare con
mano, provate a entrare. Se è aperto Ivano Vitali vi riceverà con entusiasmo. Se è
chiuso potete chiedergli informazioni chiamandolo al numero 328 1134144. Se infine siete
troppo timidi, potete sempre prendere confidenza con queste opere e il loro autore
visionando il sito internet www.artnest.it
Giulia Romeo
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