LO SCOSSONE - giornale umanista del quartiere  - marzo 2006
 
Un nuovo guardaroba

Ivano Vitali trasforma la carta stampata e in particolare quotidiani e riviste, in abiti; sono pezzi unici ottenuti dal riciclo di uno dei materiali più poveri, la carta di giornale. Opere molto delicate che si possono mostrare o indossare ma non portare, perchè non si possono esporre alla pioggia o al sole, oppure lavare e stirare. Abiti preziosi, ottenuti utilizzando procedimenti lunghi e con tecniche e strumenti tradizionali quali i ferri da maglia, l'uncinetto, il telaio (per realizzare un gomitolo servono 12 ore, per realizzare una giacca due mesi).
Le pagine strappate a strisce, vengono attorcigliate e trasformate in fili lunghissimi e forti per poi venire aggomitolate. Se entrate ad "art nest", via delle Ruote, 23 rosso Firenze, trovate gomitoli piccoli e grandi, di filo fine o grosso. Strisce di carta ritorte e riunite a mano una dopo l'altra senza uso di forbici o colla. Il lavoro fatto a secco, senza acqua cioè, permette a chi si avvicina, di leggere parole e lettere dei giornali usati. L'aspetto rigido dei manufatti ricorda la corteccia dell'albero più che un tessuto tradizionale.
Che l'ecologia sia l'idea portante dell'arte di Ivano si coglie anche dal notare il suo rifiuto per l'uso del colore aggiunto.
Gli abiti sono quindi riconducibili alla testata del giornale usato: il rosa de "La gazzetta dello Sport", il giallo de "L'Italia Oggi" l'aragosta de "Il Sole 24 Ore": Se non si riconoscono dal colore allora è perché c'è stata una paziente cernita di pubblicità nei suoi svariati colori, o perché la carta proviene da altre fonti: per esempio, pagine gialle o pubblicità in cassetta. E il guardaroba si arricchisce fino a diventare tentazione per chi nelle valigie di Ivano riesce a mettere...il naso.
Il materiale usato non è comunque facilmente riconoscibile dal visitatore, che rimane sorpreso che la carta possa diventare abito e, di primo acchito, pensa che si tratti di lana, cotone, canapa o altri filati creati dalla tecnica moderna. A volte non basta dirlo perché la gente vuole toccare per sincerarsene.
Su richiesta, Ivano Vitali realizza performances con i quotidiani, defilé, esposizioni di abiti su manichini ... Sempre su richiesta apre il laboratorio per visite guidate. Info: 3281134144. Sito: www.artnest.it.
                                                            
                                                                                                                                     Maddalena Ghini
 
Gennaio 2006
IN-FORMAQ5firenze
Le Piagge

SUCCESSO MERITATO PER IVANO VITALI

Ha riscosso un grande successo la mostra di Ivano Vitali allestita presso il Centro Commerciale Coop delle Piagge dal 15 al 18 dicembre, della quale abbiamo ampiamente parlato sul numero di novembre (pag.8). "la carta - si legge anche sul sito web dell'artista - gli è entrata nel sangue e gli esce dalle mani sotto forma di filo".
ed è proprio così: le creazioni di Ivano Vitali sono degli splendidi abiti interamente realizzati con la carta di giornale, pazientemente trasformata, senza uso di collanti né acqua, in veri e propri gomitoli che poi lavora all'uncinetto, ai ferri, o al telaio.
Prendono vita così giacche, maglie, kimoni, top, scialli, gonne ... e si potrebbe sfidare chiunque a notare la differenza!Gli abiti che hanno tanto affascinato e stupito i visitatori alle Piagge sono stati: "La nonna" con selezione di pubblicità bianco-nera, e strisce dal quotidiano "la Repubblica"; "Trachinia"con strisce da vari quotidiani e dalla Gazzetta dello Sport; "Aurora" con le pagine del "Sole 24 Ore"; "Chanteuse" con depliant pubblicitari e Pagine Gialle; "Samurai" un kimono nero e giallo realizzato con quotidiani e filo di cotone.
Chi ha perso l'esposizione alle Piagge può recarsi al laboratorio dell'artista, Artnest in via delle Ruote 23 Rosso, magari chiamando preventivamente al numero 3281134144.
                                                                                                                                                  Manuela Giuffrida
 
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METROPOLI Firenze                                                              Venerdì 16 dicembre 2005
Le Piagge
 
In mostra la nobile arte della carta
 
Si è inaugurata il 15 dicembre presso il Centro Commerciale Le Piagge, in via Lombardia 15, la particolarissima mostra "Véstiti di giornale!", dedicata alle opere di Ivano Vitali e voluta da Comune di Firenze, Aeroporto di Firenze e Consiglio di Quartiere 5.
Per quattro giorni si possono vedere cinque abiti interamente realizzati di carta, costruiti a mano da Ivano Vitali. Durante il vernissage Vitali ha inoltre eseguito la performance Zoom in, in cui l'artista ha realizzato dal vivo, attraverso enormi ferri da calza e un altrettanto enorme gomitolo di carta.
Le pagine dei quotidiani vengono strappate in tante strisce e poi trasformate in filo, un filo ritorto che avvolge parole e immagini, fino a formare grandi gomitoli, che l'artista lavora come fossero gomitoli di lana.
Dal 1979 Vitali non può fare a meno di maneggiare continuamente carta, prima raccogliendo esclusivamente carta di riciclo, selezionandola e strappandola, poi avvolgendola in gomitoli, che già di per sé sono opere d'arte, che hanno alle spalle un lavoro di grande capacità e precisione, in un secondo momento costruendo eterei e fragilissimi abiti, il tutto senza usare né colle, né forbici.
La sua è una continua ricerca sulla grafica, che il giornale ha dentro di sé, prima distruggendola e poi ricostruendola in una sua personale grafica, seguendo la sua particolare sensibilità. La mostra rimarrà aperta dal 15 al 18 dicembre 2005 con il seguente orario: dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 19.
     
                                                                                                                                  Cecilia Barbieri

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La Piazza di Riffredi
dicembre 2005

Ivano Vitali alle Piagge con una delle sue performance
Véstiti di giornale giocando con la fantasia
L'artista è capace di creare indumenti perfetti con la carta

Véstiti di giornale. Potrebbe essere un invito a indossare materiali ecologici oppure (basta cambiare l'accento) trasformarsi in una collezione di abiti davvero singolare. Niente di questo, anzi è molto di più la mostra-evento dell'artista Ivano Vitali aperta al pubblico nei giorni 15, 16, 17 e 18 dicembre presso la Saletta Soci del Centro Commerciale Coop delle Piagge. La carta è un materiale "diverso" e Ivano ha affinato le tecniche perché i gomitoli di carta di giornale diventino indumenti perfetti. Ma non è tutto qui. In armonia con le sue convinzioni ecologiche Vitali non vuole usare colori, altamente inquinanti, ma solo riciclare. Con assoluta pazienza divide quindi grigio chiaro, grigio scuro, bianco, pubblicità blu, verde, gialla... E il risultato è davvero unico.
Senza voler anticipare di più quella che sarà la tappa fiorentina dell'artista è interessante capire come nasce una passione di questo tipo. Del resto, è lui stesso a dirlo, la carta gli è entrata nel sangue uscendogli dalle mani sotto forma di filo. Una dote rara capace di emozionare tanta gente.
Tra le performance più suggestive quella dedicata qualche anno fa alle celebrazioni degli Indiani d'America: in loro onore si vesti di carta danzando e cantando le parole che su questa erano stampate. Fantasia ed estro furono protagonisti anche quando scopri la magia dei sacchi, rigorosamente in carta di giornale. Da contenitori d'aria, di vento, di spirito divennero contenitori di uomini, donne e bambini che in varie piazze d'Italia e d'Europa sperimentarono l'antico gioco re-inventato da Ivano. "Lavoro un sacco" si divertiva a dire l'artista, ma alla fine a divertirsi furono in molti. Un giornale dopo l'altro anche il teatro grazie a lui è diventato di carta, con folletti, fate e incantesimi nel "Peter Pan" andato in scena alla Pergola. E' stato ancora una volta il teatro a offrirgli gli spazi per mettere in mostra i suoi manichini ispirati a de Chirico. Sempre più spesso Ivano fa delle apparizioni in pubblico indossando carta e chi osserva non si accorge che la giacca, il kimono, il gilet non sono di stoffa. Viene da pensare, anzi fantasticare, che un giorno anche questa pagina di giornale si trasformerà nella manica o nel cappello di una delle creazioni di Ivano Vitali. Sarebbe un vero onore.  
                                                                                                                                                          Giulia Pruneti

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INFORMATORE Unicoop Firenze  - Dicembre 2005

VÈSTITI DI GIORNALE!
"Sfilata" al Centro Commerciale Le Piagge


I giornali diventano filo, e quel lungo filo di parole riveste cinque manichini. C'è "La nonna" vestita di pagine di pubblicità dei quotidiani, la "Chanteuse" avvolta in un boa che un dì si chiamava Pagine gialle e serviva a rintracciare un idraulico. E c'è anche "Aurora", con un moderno gilet e una gonna all'ultima moda ricavata dalle pagine del Sole 24 ore. In mano a Ivano Vitali hanno fatto la stessa fine anche tante vecchie copie de La Repubblica o della Gazzetta dello Sport: sono diventati giacche, giubbotti, pantaloni, scialli ed altro ancora.
"Vèstiti di giornale - I vestiti di Ivano Vitali", è il titolo della mostra che si terrà da giovedì 15 a domenica 18 dicembre al punto soci del Centro commerciale Le Piagge. Un'esposizione curiosa e piena di fantasia, in cui Vitali, con oggetti "naturalmente votati" all'immondizia o giù di lì, riesce a realizzare improbabili abiti per ogni occasione. Questo artista dell'effimero, che realizza le sue opere con la carta stampata, trasforma i giornali in filo utilizzando i ferri da maglia, l'uncinetto, il telaio. I cinque manichini in mostra alle Piagge sono anch'essi opera di riciclaggio.
Qualche curiosità? La gonna della nonna è stata realizzata con strisce di carta prese da "La Repubblica"; "Trachinia" ha una giacca rosa-sport ricavata nel 2004 dalla "Gazzetta dello sport". Mentre "Samurai" ha un kimono nero e giallo realizzato con quotidiani vari e filo di cotone lavorati a telaio.
Ivano Vitali crea la sua prima performance con i quotidiani nel '79: si chiamava "Grafica nell'aria", perché strappava strisce di giornale che faceva poi volteggiare nell'aria, appunto. Nel 2000 presenta il suo primo defilé al teatro della Limonaia di Villa Strozzi a Firenze. Ultima in ordine di tempo (2005) è la partecipazione dell'artista a "Metacarta", omaggio a Giorgio de Chirico, al Teatro della Pergola di Firenze.

                                                                                                                                           Laura D'Ettole
 
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Novembre 2005
IN-FORMAQ5firenze
Mostra

Vestiti di Giornale da Ivano Vitali
Abbiamo incontrato l'artista che espone al Centro Commerciale Coop delle Piagge


Ivano Vitali, espone cinque delle sue opere realizzate con la carta stampata, al Centro Commerciale Coop delle Piagge dal 15 al 18 dicembre presso la saletta espositiva interna al Centro.
Vitali ha fatto della sua vita un inno all'ecologia; ha cominciato la carriera trasformando in opere, materiali di recupero ed ha dedicato gli ultimi tre anni alla creazione di abiti... d'autore. Niente seta o cachemire, i suoi abiti sono interamente realizzati con carta di giornali, preferibilmente di quotidiani, che vengono pazientemente lavorati, senza uso di collanti, e trasformati in veri e propri fili e quindi in gomitoli che l'artista lavora all'uncinetto, a maglia oppure a telaio.
La spettacolarità sta nel fatto che non si nota la differenza da un abito normale. Gilet, gonne, top, scialle e addirittura kimoni molto delicati ed unici, non hanno niente da invidiare agli abiti realizzati dai più grandi stilisti. Nel suo laboratorio Artnest, si respirano creatività ed originalità che rendono gli abiti di Vitali dei pezzi unici; fili di carta di giornali, il più povero dei materiali che diventa la più importante e preziosa opera. Vitali, incentra tutta la sua arte sul valore dell'ecologia e del riuso dei materiali, basti pensare che anche il tavolo e le sedie del suo ufficio sono di carta.
L'arte, secondo lei, può essere un soggetto riconducibile al quotidiano, oppure deve mantenere una sua valenza estetica al di fuori da ogni "utilità"?
Il compito dell'artista è quello di comunicare, e l'arte in sé ha sempre dei contenuti; chi realizza l'opera, poi ci mette sempre qualcosa di suo, della sua vita perché oltre che bella, la creazione possa contenere dei messaggi. Dalle mie opere traspare la passione per la natura, e l'interesse per l'ecologia, io amo molto gli alberi, ecco perché utilizzo la carta riciclabile per le mie opere. Ognuno, poi elabora il messaggio come vuole, il fatto che io strappo i giornali e li butto in aria, è stato interpretato da qualcuno come lo strappare un qualcosa che ormai non ci dice più niente di buono; il fattore principale, però è che io ci ricavo qualcosa di nuovo, le parole continuano a mandare un messaggio, non si butta via, ad esempio il lavoro del giornalista, anzi si forma un archivio, un insieme di fatti racchiusi in un abito; ed il giornale è diventato la mia materia prima, non ci sarebbe niente di ecologico se comprassi ed utilizzassi della carta bianca".
Quando ha preso piena coscienza del suo modo di fare arte?
"Fin dall'inizio. Io sono nato in un paesino all'interno del parco del delta del Po, ho sentito subito il rapporto con la natura, quando avevo voglia prendevo la bicicletta ed andavo a fare delle passeggiate tra il bosco, la palude ed il fiume. Rimanere vent'anni in posti come questo, ti forma!
Cos'è Artnest?
"È il mio laboratorio in via delle Ruote 23/rosso ed è aperto al pubblico. Qui si possono vedere alcune mie opere, chi fosse interessato può venire, magari contattandomi telefonicamente per prendere un appuntamento. Lo abbiamo creato in due, io e mia moglie Maddalena Ghini.
Perché un omaggio a de Chirico, in una sua installazione alla Sala Oro della Pergola lo scorso marzo?
Mi piace come artista, ed ha avuto, inoltre, un bel periodo ferrarese in cui con un suo famoso quadro ha dato via alla metafisica, anche grazie alla conoscenza con alcuni artisti del luogo. Quando ho avuto l'idea di creare io stesso i miei manichini, il pensiero mi ha ricondotto istintivamente a lui, ai suoi quadri.
I giornali sono per lei soltanto un materiale, o il fatto che contengono infinite parole ha qualche significato per le sue creazioni?
Oltre che materiale il giornale contiene un'infinità di notizie, uno si può vestire o fasciare la testa con gomitoli di parole, fatti, cronache, pubblicità!
Il 15 dicembre esporrà le sue opere all'interno della sala espositiva del Centro Commerciale Coop alle Piagge, quali delle sue opere pensa di mostrare al pubblico?
La piccola esposizione consiste nell'esposizione di cinque manichini...
- "La nonna", abito con selezione pubblicità bianco-nera. La giacca (2003) è stata realizzata con ferri da maglia e lo scialle (2004) all'uncinetto; la gonna (2002) con strisce del quotidiano La Repubblica.
- 'Trachinia", abito realizzato con il quotidiano La Gazzetta dello Sport. Giacca rosasport realizzata con i ferri da maglia. Gonna e Jabot (2005) con strisce di quotidiani.
- "Aurora", abito e collana realizzati con il quotidiano "il Sole 24 Ore"gilet (2003) fatto con ferri da maglia, Gonna (2000) a strisce, collana (2005).
- "Chanteuse", abito e collana realizzati con Pagine Gialle e pubblicità. L'abito (2003) è realizzato a maglia, la Gonna con strisce ed il Boa con le Pagine Gialle anch'esso.
- "Samurai", kimono nero e giallo (2004) realizzato con quotidiani e filo di cotone. Tessuto ottenuto con telaio modificato per garza.
Ci sarebbero moltissime altre cose da scrivere su questo affascinante artista, l'unico modo per conoscere veramente la sua arte e poterla ammirare nella sua interezza e nella sua lavorazione è quello di andare a trovare Ivano Vitali, nel suo laboratorio, anche in piccoli gruppi, magari chiamando preventivamente al numero 3281134144.
                                                                                                                                         Dania Bellesi
 
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Romagna
Corriere di Forlì
Martedì 17 maggio 2005 - pag.30

Atelier d'artista
Ivano Vitali, ovvero il serio gioco dell'arte

"In una società così piena di contraddizioni è operante in modo continuo e sistematico un atteggiamento ideologico indotto negli uomini, che tende continuamente a scoraggiarli e a negare la loro funzione di soggetti storici, rendendoli impotenti e passivi … E' evidente che per abituare un uomo a vivere sotto questa cappa di piombo del quotidiano, occorre sviluppare un'educazione che lentamente spenga in lui ogni voglia di contare qualcosa, ogni fiducia nelle proprie capacità".
Questi concetti, purtroppo ancora diffusi, venivano sottolineati da Miranda Alberti in Interventi Artistici del 1977 ad Argenta, nel contesto dell'operato di Ivano Vitali. Evidenziare questo artista è come fare eco alla fantasia di chi, non omologato alla catena di montaggio di una produzione programmata a tavolino e prevedibile, continua a credere in un lavoro di ricerca creativa, ancora non suddiviso e alienato.
Dagli anni settanta, il suo è uno svolgersi dello studio sulla forma, partendo dall'osservazione della natura, traducendo in allegorie scultoree compositive, per giungere ad assolute essenzialità, ritornando a strutture primarie semplificate.
La sua è stata una narrazione iconoclasta, attraverso l'uso di materiali poveri, dalla creta, alla pietra, al legno d'ulivo, caratterizzandosi in una vena di "purismo". La tipologia di questi materiali lo ha aiutato in una sorta di gioco, che lo ha portato al "principio dell'immaginazione", alla libera espressività, all'aspirazione d'artista di operare in un contesto culturale ed economico a disposizione dell'estetica, e non strumentale. Questo è il pensiero "fulcro" nell'opera di Vitali.
Alle esigenze di regolarità geometriche seguono le prime installazioni dal '76 al '79 nelle campagne dell'Impruneta (FI), utilizzando materiali di recupero: penne, sacchetti, quotidiani …
L'ecologia è fra le sue tematiche preferite. Vitali non fa parte di alcun movimento, anche se ha alcune affinità con l'arte povera ed il concettuale. Dal 1996 la carta stampata diviene il materiale prescelto nelle sue creazioni e nel 2002, con l'apertura dello studio "Art-nest" a Firenze, inizia a trasformare i quotidiani in gomitoli, per la realizzazione di "opere-abito", indossabili ma non portabili. Ciò è possibile attraverso l'uso di un filo, elaborato a mano, da strisce di quotidiani, senza l'uso di collanti e coloranti, che gli consente, con un paziente lavoro con ferri da maglia o uncinetto (tecniche insegnategli dalla madre), di convertire una materia povera in oggetti preziosi.
In parallelo, le sue performance sono passate dai racconti spettacolari A favore degli indiani d'America a rappresentazioni di ritagli di vita quotidiana.
Ivano Vitali è nato a Ferrara e si è poi trasferito a Forlì ove si è diplomato all'Istituto d'Arte. A Bologna si è diplomato in scultura all'Accademia di Belle Arti. Sue manifestazioni principali a Bologna, Palazzo dei Congressi, a Pietrasanta, a Firenze, ove è docente di Educazione Artistica. Ha partecipato al progetto "Brain Academy Apartment", nella sezione Extra 50 nella Biennale di Venezia.
Suoi lavori sono in mostra permanente nel suo studio a Forlì in via Mondina, 4. Sarà presente con i suoi abiti nella prima decade di maggio a Palazzo dei Congressi di Torino.
                                                                                                                                        Loretta Bagnoli
                                                                                                                                  
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Metropoli Firenze                                                                                              Venerdì 1 aprile 2005

Quando la moda è fatta solo … di carta
Alla scoperta di Ivano Vitali e dei suoi abiti ricavati dalle pagine dei quotidiani


Creatività e originalità caratterizzano le creazioni di Ivano Vitali che, con una capacità fuori dal comune, si è dedicato a filare niente meno che la carta. Nel suo laboratorio Artnest (in via delle Ruote 23 rosso), infatti, è possibile ammirare affascinanti installazioni ed eleganti vestiti, tutti realizzati rigorosamente in carta ricavata dalle pagine dei quotidiani; non si tratta di banali applicazioni ma di un lavoro da vero artista. Le strisce di quotidiano sono ridotte a gomitoli poi lavorate a maglia o a telaio. Realizzazioni degne di un vero stilista che non niente hanno da invidiare ai capi alla moda. A un primo colpo d'occhio questi vestiti potrebbero sembrare di maglia tanto sono finemente tessuti e solo avvicinandosi si distinguono le piccole lettere degli articoli dei quotidiani, mentre i colori sono dati dal sapiente accostamento delle diverse tonalità delle pubblicità. Non solo, passando dal lavoro a maglia a quello all'uncinetto ha creato anche delicati centrini ed eleganti scialli in pura carta da riciclo. Ivano Vitali ha realizzato i primi lavori con la carta negli anni '70; dopo una pausa dedicata alla scultura, fra il 1996 e il 2002 è ritornato alla carta stampata con la produzione di vestiti molto scenografici, creati strappando la carta dei giornali e rimontando gli strappi addosso, con cui ha realizzato varie performance. Tre anni fa l'idea di filare la carta su cui si è specializzato, lavorando i capi ai ferri o con vari telai (come quello africano) per rendere secondo necessità tessiture più fitte o più lenti. Vitali, fra l'altro, di recente è stato protagonista al teatro della Pergola dove, nella Sala Oro, si è svolta la mostra "Metacarta" in omaggio a Giorgio de Chirico. Nel foyer del teatro una sua installazione, il manichino "La sposa", con un abito in carta e alluminio. Inoltre, ha realizzato i costumi, indossati dai piccoli protagonisti dell'opera in musica "Bambini uccellini - La cantata di Peter Pan". Chiunque fosse interessato, può passare dal suo laboratorio se l'artista è presente (più facilmente nel tardo pomeriggio), sarà felice di mostrare le sue creazioni, di cui è possibile avere 'un assaggio" guardando la vetrina dove sono proiettate come su uno schermo.

                                                                                                                                         Ilaria Madiai
 
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il Corriere - Firenze Provincia                                                  Lunedì 21 Marzo 2005
 
Storie valdarnesi
 
Un samurai vestito di carta (di giornale)
 
VALDARNO - Carta in gioco, giochi di carte. Si è svolto in questi giorni in un agriturismo di Tosi, davanti a un gruppo di trenta persone, fra cui dieci bambini, uno stage, quasi un happening, sul riuso creativo della carta stampata. Lo conduceva Ivano Vitali. Come definire questo eccezionale personaggio che ha scelto la carta -rifiuto come materiale-principe delle sue creazioni, nuovamente nobilitandola … carto -Amante, mago-cartaio, paper-man, uomo di carta, che vola leggero, che vola alto ? Certo Ivano è tutto questo. Dall’aspetto vagamente orientale, sembra uno di quei genietti che talvolta compaiono nelle illustrazioni dei libri di fiabe ambientate in Giappone, e si muove pure con l’agilità di un genietto. Prima di illustrare agli ospiti, tutti convinti praticanti della differenziazione dei rifiuti e delle loro potenzialità di riuso, i segreti dei suoi lavori, si esibito in un’azione scenica che subito ha galvanizzato l’attenzione degli ospiti. Vestito con un abito da samurai, fatto con fili di carta (in specifico pagine del Corriere di Firenze e del Corriere della Sera) ritorti e lavorati ai ferri a maglia larga, con le dita delle mani ricoperte con dei lunghissimi fusi neri di cartone, si muoveva danzando tra gli olivi, facendo capolino tra i tronchi o avvinghiandosi ad essi-con le lunghe dita da ragazzo-mani di forbice, mentre si diffondeva alta per la campagna una stupenda canzone di Leo Ferré. L’interesse suscitato dalla sua esibizione ha motivato poi l’attenzione verso la fase successiva dello stage, quando Ivano ha spiegato con dovizia di particolari come avviene la rinascita della "cartaccia", la metamorfosi che la rende altro. I quotidiani vengono suddivisi per testata, le pagine sono poi selezionate, da una parte quelle con foto in bianco e nero, da un’altra quelle con foto a colori, da un’altra quelle pubblicitarie. Sono usate per performances a tema, le pagine con foto di guerra, di cronaca  nera ecc. Altra suddivisione importante riguarda i colori: il rosa della Gazzetta dello Sport o il giallino di altri quotidiani vengono usati per fare fili particolari. Le pagine tagliate a strisce, vengono ritorte e trasformate in fili lunghissimi e forti, poi aggomitolati. Gomitoli di tanti colori, puntinisti. Con questi fili Ivano realizza cardigan, maglioni; abiti teatrali, ma anche ceste, borse, contenitori vari.
Con la carta dei settimanali o con le pagine gialle, presi tra la carta da macero, ha costruito degli enormi sacchi che si gonfiano al vento, si chiamano "un sacco bello..."
- Oggi il segreto per trovare grandi felicità è riacquistare la capacità di agire come i bambini - ha detto Ivano - Dobbiamo riappropriarci della magia del gioco. Non ci si può lasciar sopraffare da un sistema in cui solo l’economia detta le regole per un sempre maggiore accumulo di oggetti superflui e un sempre maggior consumo; per questo io sono diventato un "giocatore di carte e un tessitore di parole". Ultimamente l’artista ha vestito dei manichini, con abiti rigorosamente cartacei, per uno spettacolo su de Chirico al Teatro della Pergola - Chi vuole trovarlo, può cercarlo a Firenze, nella sua piccola tana da genietto urbano, in via delle Ruote 23 rosso.
                                                                                                                                   Luciana Alterini
 
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IN-FORMAcittàfirenze                                                                                                      Marzo 2005

Mai pensato di filare la carta?
Materiale antico per vestiti nuovi


Avete mai pensato di filare la…carta? Se fate parte, come me, della folta schiera delle persone "normali", sicuramente no. Ma se avete quel "che" di speciale che solo un vero artista può avere, forse l'idea vi è venuta. Chi l'ha comunque pensata, e realizzata, è Ivano Vitali. Non dalla sera alla mattina, è chiaro, bensì dopo lunghe elaborazioni in campo artistico. E le applicazioni pratiche che ne conseguono sono a dir poco spettacolari.
I primi lavori con la carta da macero, preferibilmente quella dei quotidiani, risalgono alla seconda metà degli anni ’70. Dello stesso periodo le prime installazioni, che non si limitano alla sola carta ma comprendono una serie di materiali di recupero: legna, uova, cartucce usate ecc, raccolte ed esposte nelle campagne dell’Impruneta. Si direbbe un’arte ecologista, che utilizza quello che la nostra società scarta, trasformando il potenziale inquinamento in bellezza.
Dopo una pausa dedicata alla scultura, il leitmotiv della carta stampata ritorna, negli anni 1996 - 2002, con la produzione di una serie di vestiti molto scenografici, creati strappando a mano la carta dei giornali e rimontando gli strappi addosso. Vestiti con cui Vitali ha realizzato diverse performances in cui dava vita a dei personaggi di fronte a un pubblico.
Tre anni fa la grande idea, e la svolta: filare la carta, realizzare gomitoli con essa e produrre non più vestiti "effimeri", soltanto applicati sul corpo, ma lavorati a maglia e a telaio. E qui viene il bello: siete sfidati a distinguere i vestiti creati dalle mani "fatate" di questo artista (inizialmente indottrinate da quelle sapienti della madre) da quelli realizzati in cotone grezzo o juta, tanto di moda di questi tempi! Non fosse perché avvicinandosi si leggono le note letterine degli articoli dei quotidiani e perché al tatto si percepisce la rigidità della carta, i capi di carta filata - con infinita pazienza e dedizione - risultano molto simili all'abbigliamento comune. Prêt-a-porter da riciclo… Sono modellati, lavorati con i diversi punti della maglieria o con diversi telai (telaio africano e telaio modificato per garze) a rendere tutte le gradazioni di tessitura, da quella più fitta a quella più lenta in base all'estro dell'artista. La stessa resa cromatica e materica lo stimola a ideare il modello. Sono colorati ma non tinti: i colori risultano dall'oculata scelta di quotidiani che presentino pubblicità in diverse tonalità; e così ecco i gilet grigi, le gonne azzurre, le giubbe gialle, i kimono rossi e striati. Tutti rigorosamente cuciti anche con solo filo di carta. Ultimamente poi, Vitali, sta sperimentando l'unione del filo di carta di giornale con carta d'altro tipo, come la carta d'allumino (ovviamente "filata"), e sta realizzando persino un abbagliante abito da sposa…
Ma la sua creatività non si ferma qui; non contento del lavoro a maglia ha esplorato l'universo dell'uncinetto, creando - in pura carta da macero - aggraziati centrini ed eleganti scialli. Nel suo laboratorio, denominato Artnest, li ha poi esposti su strutture/sculture che si direbbero progettate in cemento da un architetto minimalista contemporaneo, ma che sono - ovviamente - realizzate da lui in carta! Se siete curiosi di vedere queste meraviglie, passate all'imbrunire da via delle Ruote: sulla vetrina del numero 23 rosso (proprio davanti al ristorante vegetariano) le vedrete proiettate a gettito continuo, come su uno schermo. Se poi non vi basta guardare ma volete toccare con mano, provate a entrare. Se è aperto Ivano Vitali vi riceverà con entusiasmo. Se è chiuso potete chiedergli informazioni chiamandolo al numero 328 1134144. Se infine siete troppo timidi, potete sempre prendere confidenza con queste opere e il loro autore visionando il sito internet www.artnest.it

                                                                                                                                               Giulia Romeo
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