Ivano Vitali - Foto di Gianni Del Perugia - 2005 |
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Ivano Vitali
Scultore e performer ecolgista, ha da sempre un rapporto privilegiato con gli alberi, a favore dei quali recupera la carta di giornale per le sue creazioni.
La ricerca effimera e di denuncia realizzata nel periodo vissuto all’Impruneta
(1974-1983) con le prime performance e le installazioni che recuperavano sacchetti di carta e di plastica, riviste, quotidiani, cartoni, gusci d’uovo, bastoni, carta stagnola, saponette, cartucce usate, ecc., sarà punto di riferimento costante per gli anni novanta e ancora oggi riaffiora nelle opere e nelle performance con la carta stampata.
E’ nel 1996 che Ivano decide di abbandonare la ricerca sui vari materiali per scegliere definitivamente il recupero della carta stampata: nelle performance
si veste con strisce strappate dai giornali oppure realizza
grandi sacchi di quotidiani che fa volare in aria o fa gonfiare perché le persone vi entrino; inoltre, realizza
sculture macerando i giornali che poi modella e fa essiccare al sole. Per meglio trasmettere la sua creatività, dal 1998 sceglie di inserire su internet le pagine web che lui stesso crea con le foto dei suoi lavori. Sito:
www.artnest.it
Nel 2002 inizia una nuova tappa del suo percorso di artista, allorché decide di apprendere dalla madre a fare la calza e l’uncinetto. Comincia così a trasformare le pagine dei giornali in
gomitoli di filo di tutte le
misure: li ottiene attorcigliando e unendo una striscia dopo l'altra senza uso di forbici o colla. Il lavoro, fatto senza usare acqua, permette a chi si avvicina, di leggere parole e lettere dei giornali usati: ogni opera è come un archivio che raccoglie un momento della nostra storia.
Il rifiuto di qualsiasi colore aggiunto, fa sì che i gomitoli, gli
abiti, gli arazzi, … siano generalmente riconducibili alla testata del giornale usato mentre le opere monocrome sono il risultato della selezione dei colori nella pubblicità. Tecniche e strumenti utilizzati sono quelli della tradizione: intreccio, ferri da maglia, telaio, ago da cucire, uncinetto.
Dal 2005 Ivano ha iniziato a realizzare oggetti molto grandi utilizzando maxi ferri e maxi uncinetti di legno da lui creati; tra le opere sono da ricordare gli
“zoom-in”, grandi ferri con maglia e gomitolo gigante, i “tape-stries” arazzi ed archivi nello stesso tempo, i “tape-centres” alcuni dei quali possono essere indossati come poncho,
i calzini ed i guanti
giganti.
Le performance dell’ultimo periodo, sono talvolta dei veri e propri defilè: Ivano fila, fa e disfa la maglia, lavora all’uncinetto, indossa e fa indossare i suoi abiti di giornale, strappa e gioca con i giornali mettendo in evidenza i tanti suoni che la carta può produrre.
Note:
Nato nel 1952 ad Argenta (Ferrara) vive tra Firenze e Castiglioncello.
Nel 2000 presenta "Defilè di abiti
quotidiani" al teatro della Limonaia di Villa Strozzi a Firenze in occasione del primo
Festival della Performance da lui curato e a “Ruralia” presso la Villa Demidoff di Pratolino su invito di
Legambiente, presenta la performance
Il sacco, la fune e la balla.
Nel 2003 partecipa come performer al progetto "Brain Academy
Apartment" nella sezione Extra 50 della Biennale Arti Visive di Venezia indossando un abito di filo di quotidiani realizzato a maglia e con telaio africano.
Nel 2005 con "Metacarta" espone abiti di giornale al
Teatro della Pergola di Firenze e alla
"Eco-efficiency Biennial" al Lingotto di Torino.
Nel 2006 presenta “Maglie di giornale come armature” al
Museo Stibbert di Firenze. Nel 2008 è stato invitato alla Biennale della Carta in Olanda con opere da esporre al
Rijswijk Museum presso l’Aia e al
C.O.D.A. Museum di Apeldoorn e dove ha presentato la performance “Paper music live”. Sempre nel 2008 espone al
Museo di Belle Arti di Tournai in Belgio in occasione della 6a
"Triennale Internazionale
della Tappezzeria e delle Arti del Tessuto”.
Ancora nel 2008 con “TramarT” presenta una personale di opere recenti nella
Villa Medicea di Cerreto Guidi (Firenze).
Nel 2009 partecipa a “Rifiuti ad arte: le pratiche sostenibili” al
Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e presenta la personale
“Il filo della tradizione” alla
Galleria d’Arte Farneti di Forlì.
Nel 2010 presso l’Antica Farmacia di S. Maria Novella presenta il defilè “Indossare la
scrittura”; inoltre partecipa con il gruppo A.R.F. alla mostra “Era il tempo del ciclostile” presso il
Museo Marino Marini di Pistoia; in tale occasione presenta anche la performance “Scultura indosso”; sempre nel 2010 espone le sue opere nella collettiva “A Thousand Plots” presso la Galleria
Eleonora D’Andrea Contemporanea e presso il
Museo del Tessuto di Prato. In Dicembre 2010 il
“Blue Star Contemporary Art Center” di San Antonio –Texas (USA) lo ha invitato per una personale.
Nel 2011 con il Comune di Argenta organizza la prima
mostra antologica.