- Presentazione di Liliana Ugolini per Ivano Vitali - Caffè Storico
Giubbe Rosse - Firenze 14 ottobre '04 - ore 17
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- Non è, di solito, mia consuetudine far precedere l'azione con un
testo ma, in questo caso, data l'intrigante molteplicità delle metafore contenute nella
performance, Ivano Vitali ed io, abbiamo considerato la possibilità di sottolinearne
alcuni aspetti affinché il pensiero e le intenzioni che stanno dietro ai movimenti,
possano suggerire altri percorsi. Ecco alcuni cenni sulla performance.
Intanto, la materia prima adoprata. I giornali. La carta e la parola.
Poi la divisione di questi in spaccati per sottolinearne il doppio ( verità doppia che
sta in tutto ciò che è scritto e detto e ci circonda). La dimostrazione come, da questa
non unicità, si possa costruire un filo di un differente discorso che, da notare subito,
nasce dalla distruzione del discorso stesso, dalla macerazione della parola che si ricrea
nell'oggetto vivo del fare, un filo che è prodotto del ciclo nel riciclo, come in natura.
In questa fase l'uomo è il mezzo, la macchina, per la trasformazione dell' originario. E'
lui stesso artefice e preda, costruttore e vittima di un intreccio di fili. Quello che
Ivano Vitali lavorerà sul corpo è tratto da quotidiani,
- ( La Repubblica, La Nazione, Il corriere e molti altri) che sono
bianco e nero fino al grigio nella fusione menzogna - verità. L'azione si articola in tre
parti e si intitola " Prova d'autore" o " L'autore messo alla prova".
Sapremo alla fine se il messaggio diviene " Mettersi in prova".
Spero ci sia il tempo per domande da parte del pubblico che nella seconda fase è chiamato
ad intervenire, divenendo lui stesso veicolo di parole già dette che saranno portate
fuori, al Bar, fra la gente. Vestirsi di parole sarà un'iniziazione, un rito. E' la
cronaca, la politica, lo sport, le notizie tutte che saranno indossate e il rendersi conto
di questo, darà di conseguenza adito ad un consono comportamento perché significherà
portare la parola (che appartiere a tutti) come speranza di comunicazione allargata e
possibilità di commistione e comprensione. Il dislocamento di una parte del pubblico
provocherà una prevista confusione un piccolo caos o sbandamento che ha molto a che
vedere con l'attualità. Per chi resterà in sala, un video di immagini mute, mostrerà
altre forme di interpretazione , per chi invece si proporrà per la "vestizione"
sarà omaggiato di una bevuta al Banco Bar delle Giubbe Rosse.
Ivano Vitali, nella sua ricerca, è attento alla genuinità del manufatto così le testate
dei giornali si possono distinguere dal colore. "Il Sole 24ore", grigio-arancio,
"La Gazzetta dello Sport", grigio-rosa, "Italia oggi" giallo, "La
Repubblica" e vari quotidiani grigio, La Pubblicità blù.
Una nuova tela, tangibile e presente viene da tutto ciò che è stato scritto e che è
storia dell'umanità. La costruzione nel silenzio, per Ivano Vitali, della più recente
fase della sua ricerca, avviene lavorando con l'antico uncinetto (dopo la maglia e il
telaio) per un ritorno a lavori primigeni, insiti nell' uomo e nella sua natura. Tutto
ciò che viene costruito tramite il pensiero e la manualità dell'uomo indica anche la
possibilità di distruzione per una nuova rinascita, magari sotto altre spoglie affinché
si ripeta la trasformazione e il cambiamento.
Attualmente egli sta costruendo un abito da sposa, adoprando solo la parte bianca dei
giornali, non contaminata dallo scritto, alla ricerca di una perduta purezza da donare
forse alla "donna angelicata" d'un futuro medioevo/rinascimento.
Ivano Vitali è stato preso, come ogni artista che si rispetti, dalla febbre del proprio
lavoro come un " ragnetto", mi dice. E chi sa se, dal nostro essere cosmo, una
parte di questo meraviglioso aracnide non proliferi davvero in lui e lo spinga a fare la
sua parte per la costruzione della variante.
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- Per "il libro precluso" di
Ivano Vitali
Ho qui un'opera di Ivano Vitali: un " mattone" di carta pressata grigio-azzurro.
Sopra c'è apposto un frammento con scritto a stampa antica " Amleto" e sotto,
più piccolo, stesso carattere " Shakespeare". L'oggetto bugnato, con impronte
digitali che sottolineano la manualità dell' autore, è morbido al tatto e piacevole alla
vista ma ha che di inquetante. Si sostiene in verticale e in orizzontale. Può essere
poggiato sul tavolo come un libro. Ma il libro non c'è. Subito si manifesta in me il
desiderio di sfogliare le pagine del volume proibito che Ivano Vitali assicura esistere
all' interno. Mi rendo conto che è stato formato " l'oggetto del desiderio" e
l'impossibilità a raggiungere lo scritto è anche una forma di piacere. Il proibito, la
negazione alla conoscenza della parola è una preclusione che limita ma che acuisce la
mente e l'immaginazione. Lo stimolo a trovare un'apertura che non esiste diviene pressante
e chiama ad una soluzione estrema. Il contenuto deve essere raggiunto. Esso rappresenta la
conoscenza, il pensiero, la comunicazione. Impedire questa possibilità è renderci muti
ma è forse restituirci alla memoria e alla bellezza onirica. Il libro chiuso, ingoiato
nel mattone di carta può essere il libro perfetto, il vero libro. Il primo e l'ultimo,
qualcosa che non è dato sapere a meno di non spezzare l'opera, distruggere l'involucro e
sminuirne forse il contenuto. Combattuta fra queste due possibilità, lascio il libro
intatto nella sua " perfezione". Leggendo le parole in un altro testo fax-simile
avrò salvo il mio interesse nel rileggerlo e potrò consolarmi. Peggio sarebbe stato con
un fascicolo inedito. Mi tormenta però ancora non conoscere l'ipotetico errore di stampa
che il libro potrebbe contenere e che lo fa unico. Così rinasce la curiosità e la febbre
assilante dell'impotenza e del dubbio che Ivano Vitali dardeggia con la sua opera
infinita.
Liliana Ugolini
15 Ottobre 2004
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