Era il tempo del ciclostile
Prefazione del catalogo della mostra del gruppo A.R.F. a Palazzo Marini - Pistoia

Sono davvero molto contenta di poter organizzare un' esposizione a Castelvecchi, Morelli, Vitali dei quali mi ha subito colpito la semplicità e la freschezza. Infatti prima di tutto di questi personaggi colpisce il lato umano, l'entusiasmo, l'umiltà. Poi, conoscendo i loro lavori, si scopre lo spessore e la profondità della ricerca cui si sono dedicati per raggiungere tali risultati. Trovo inoltre estremamente interessante ed inusuale che i tre artisti si siano riuniti in gruppo ed abbiano trovato un filo conduttore comune, scaturito oltre che da una stessa filosofia artistica anche dall'uso di materiali poveri, di scarto. Questa unione ha dato vita a tre identità ben amalgamate ma allo stesso tempo distinte fra loro e, cosa assai rara, si tratta di un' unione durevole nel tempo. Le opere dei tre artisti presentano sempre carattere di manufatto dove sono particolarmente evidenti le loro capacità tecniche e la loro attenzione ai materiali così nobilitati da divenire protagonisti delle opere.
Si va infatti da un Castelvecchi che, concentrandosi sul supporto e sui materiali, riesce a trovare lo spazio nell'opera, denunciando l'aridità del consumismo e l'agonia della terra "trasformando le sue tele in vulcani che eruttano fuoco", per passare ad un Morelli le cui opere sono un simbolo della nostra epoca, un " prodotto di archeologia industriale". Egli attraverso una forte gestualità manipolatoria, a tratti trasformata in capacità alchemica, sollecita in maniera diversa i vari materiali per approdare ad un'astrazione che si fa emblematico valore formale.
Si giunge infine a Vitali, più inquieto e tanto innovativo da stupire, nel quale si fondono tradizione e modernità. Egli utilizza infatti la carta stampata dei quotidiani, simbolo per eccellenza dello scorrere del tempo ed insieme del momento presente, per trasformarla in manufatto artistico, in maniera del tutto inaspettata, attraverso una tecnica femminile per eccellenza e tradizionale quale "il fare la calza".
Auguro agli artisti il grande successo che meritano e auspico che Pistoia accolga ed apprezzi i loro lavori anche per il messaggio che lanciano, legato ad una poetica dei materiali che inevitabilmente invita alla riflessione sul mondo dei consumi.

                                                                                                                                                         Maria Teresa Tosi
                                                                                                                                         Direttrice del Museo Marino Marini di Pistoia

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