Kunstwerk Köln - Kunstschalter E.V.  -  11/10 - 1/11/1997

vis-à-vis

Projekt: La Casa dell'Arte - Rosignano Marittimo

Die Künstler der Casa dell'Arte: Nadia Bartolozzi, I Santini Del Prete, Alberto Morelli, Enrico Mori, Bruno Sullo, Ivano Vitali

Ivano Vitali, in Argenta (Ferrara) geboren, besucht die Kunstschule von Forlì und die Akademie der Schönen Künste in Bologna. 
Bis 1983 arbeitet er hauptsächlich an Installationen. Er verzichtet auf jegliche beschreibende Absicht um zu einer direkten Ausdrucksweise zu kommen, durch die er seine persönliche Emotivität unverfälscht wiedergeben kann. In einem von ihm 1972 verfaßten Text heißt es: “Es ist in mir das Bedürfnis entstanden Arbeiten zu produzieren, die direkt aus meinem tieferen Ich
entstehen... Weder möchte ich Figuren, noch Linien, Formen und Volumen der Natur, noch die Kunst der Meister”. Vitali materialisiert seine Kreativität und seine innerliche Spiritualität, indem er in der Natur existierende Gegentände wie Steine, Holzstücke, Ton aber auch Zement und Gips verwendete. Als Zeugnis seiner Arbeiten existiert heute nur noch die fotografische Dokumentation 22 seiner Installationen. Auf diese Weise hat sich der Künstler dem Markt entzogen, der seit langem unsere
Konsumgesellschaft beherrscht. 1992 gründet er mit Dino Castelvecchi und Alberto morelli die offene  Gruppe ARF und stellt mit ihr in Prato, Forlì und Fiesole aus. Seinem Konzept der Skulptur als Masse im Raum fügt er bald ein zerstörendes und destabilisierendes Element hinzu: Die Zeit. So stellt er seine Skulpturen (große Kartonwürfel, Zeitungsbündel etc.) nicht nur aus, sondern benutzt sie, verwendet sie als Objekte mit vielfacher Anwendungsmöglichkeit. Vitalis Materialwahl scheint sich in den letzten Jaharen auf die Verwendung von Zeitungspapier zu konzentrieren. Er bezieht eine vermittelnde Rolle zwischen Semantik und Semiotik, zwischen Form und Inhalt (Nachricht), die von ihm in seinen Aktionen eine intensive, teils auch dramatische, Körperliche Beteiligung verlangt, die meist im engen Zusammenhang mit dem Inhalt des verwendeten Materials steht. Die zu dieser Serie gehörenden Aktionen hat Vitali in Veranstaltungen in Rosignano Marittimo, in Castel S. Pietro Terme(1995) und in Ponte Nossa, Montegrosso d’Asti und Forlì (1996) präsentiert. In andere Aktionen mit Tageszeitungen (A favore degli Indiani
d’America) eröffnet der Künstler, in einer Art Regentanz, seine starke ideologische Haltung. Seit 1996 verfolgt Vitali zunehmend ein Projekt, in dem er den in Fragmenten fotokopierten und vergrößerten menschlichen Körper vom Publikum auf dem Boden beliebig zusammensetzen läßt. Ein eindrucksvolles Projekt, mit dem er die traditionellen Verhältnisse verwirft, und eine Entwicklung von der Maschine zum Leben skiyyiert, indem aber das Produkt dennoch den Charakter und die Zweideutigkeit de Bildes beibehält. Voargestellt hat der Künstler dies bis 1997 in Bergamo unter dem Titel Body-Copy, in Bologna als Double-Body-Copy und Rosignano marittimo als Every-Body-Copy, einer erweiterten Version, in der das Publikum eingeladen ist eigene Körperteile zu kopieren und daraus Bilder zu erstellen.

Bruno Sullo ‘97
“vis à vis” La Casa dell’Arte
Traduzione D. Menck

Ivano Vitali, emiliano di Argenta (Ferrara), frequenta la Scuola d’Arte di Forlì e l’Accademia di Belle Arti di Bologna, prima di trasferirsi nelle campagne di Impruneta (Firenze) ed iniziare una ricerca, che si rivelerà lunga e profiqua, sui materiali poveri, con cui realizza installazioni di forte impatto. Partecipa in questo periodo ad alcuni eventi performativi e, al palazzo dei Congressi di Bologna, esegue la sua prima azione in pubblico (1979). Questa fase di ricerca, conclusasi nel 1983, è testimoniata da 22 installazioni, visibili oggi solo attraverso la documentazione fotografica, con le quali Vitali esegue una precisa scelta di campo, rinunciando a ogni intento descrittivo e attivando un modo espressivo basato sulla trasmissione diretta del proprio patrimonio culturale ed emotivo, senza intermediazioni o riferimenti analogici. In un suo scritto del 1972 Vitali dichiara: “E’ maturato in me il desiderio di produrre lavori scaturiti direttamente dal mio IO segreto... Non voglio più la figura, ovvero le linee, le forme, i volumi della natura, nè l’arte dei Maestri”. Così Vitali ha liberato la sua creatività, realizzando opere autosignificanti, o meglio opere che esprimono il mondo spirituale dell’autore materializzato attraverso oggetti esistenti in natura, come legni, sassi, creta, o anche
cemento e gesso.In questo modo l’artista si è anche sottratto alle logiche del mercato e al mercimonio delle opere d’arte, da anni e con esiti infausti in atto nella nostra civiltà dei consumi. Nel 1992 Vitali fonda, con Dino Castelvecchi e Alberto Morelli il gruppo
aperto ARF, con cui realizza esposizioni a Prato, Forlì e Fiesole. La matrice profonda di Vitali, da cui egli prende le mosse per la sua avventura artistica, è la scultura, intesa però in un’accezione ampia, come disposizione di masse nello spazio. In questo  un elemento di sovvertimento linguistico e di instabilità, il tempo, concepito non come pura convenzione bensì in termini reali.
Le “sculture” semplicissime di Vitali (cubi di cartone, rotoli di carta di giornale, ecc.) non sono solo esposte, ma agite, utilizzate come oggetti con cui operare in tempo reale, materiali da destinare a mille inconsueti usi. Sembra un tema difficile, ricco di incognite e di insidie: ed in effetti lo è; maVitali lo affronta e lo sviluppa con tale spontaneità, da renderlo agevole, naturale ed anzi divertente. Peculiare in Vitali è la scelta, che negli ultimi tempi sembra essere diventata esclusiva, del materiale di lavoro, la carta di giornale; si tratta di un materiale che molti artisti hanno già utilizzato, dai cubisti ai Dadaisti ai Futuristi, per realizzare collages, ma che Vitali acquisisce in una prospettiva di difficile intermediarietà tra semiotica e semantica, tra assetto visivo esteriore e contenuto (le notizie). I fogli di giornale sono usati per una serie di operazioni che prevedono, da parte dell’artista, un robusto coinvolgimento fisico-corporeo, molto spesso con toni di intensa drammaticità, e la scelta e gli esiti finali non prescindono quasi mai dall’interesse suscitato dalle parole e dalle notizie pubbliche. Di questa serie fanno parte i lavori duri, pensosi, a volte sottilmente folli, che l’artista ha proposto alla mostra 5 + 5 + 1 di Rosignano Marittimo, a Castel S.Pietro Terme (1995), a Ponte Nossa, (Strappi Quotidiani), a Montegrosso d’Asti (Combinazione 47), a Forlì (1996), a Mantignano (Com-unione, 1996). Altri interventi con i quotidiani rivelano un forte substrato ideologico (A favore degli Indiani d’America) che si armonizza con naturale equilibrio con l’azione e offre la possibilità all’artista di esprimersi con energia in suggestive danze propiziatorie.
Uno scritto del 1996 illustra un’ipotesi di lavoro che fa a meno dei quotidiani per dedicarsi a un soggetto che si vuole ancora comune, il corpo umano, fotocopiato nei suoi diversi particolari, ingrandito e ricostruito liberamente dal pubblico sul pavimento. Un progetto suggestivo e difficile, che intende ribaltare i rapporti tradizionali, e risalire dalla macchina alla vita (dall’operazione di fotocopia al corpo), conservando al prodotto la connotazione e l’ambiguità di immagine. Tale progetto ha già avuto attuazione in tre occasioni, impostate in una sorta di percorso moltiplicativo: Body-Copy (Bergamo 1996), Double-Body-Copy) (Bologna 1979) e Every-Body-Copy (Rosignano M., Livorno 1997); l’ultima si caratterizza per il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato a fotocopiare parti del proprio corpo ed a costruire con le copie immagini innaturali ed effimere diumanità.


Bruno Sullo ‘97
“vis-à-vis” - La Casa dell’Arte

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