- Una password per TramarT
(ESTRATTO DAL TESTO CRITICO DEL CATALOGO)
di Elena Ginanneschi
Ivano Vitali performer, ecologista, scultore, fiber-artist,
docente, web master, personalità poliedrica, tanto che il suo nome sembra aver segnato il
suo destino.
Lasciamo che lidea del destino segnato dal nome, idea
controcorrente seppur con antiche radici, sia la password per entrare in quel magico mondo
di energia primaria, dalla cui fonte si alimenta lartista, un "nido" della
creatività di cui TramarT, la personale delle opere recenti di Vitali, offre una sintesi.
TramarT suggerisce la transitività dellarte, trama
nellarte e arte della trama, un dritto e un rovescio, il vero e il falso, la
sostanza e lapparenza, la fine che diviene nuovo inizio.
Il percorso suggerito per TramarT ha un suo incipit nella Villa
Medicea di Cerreto Guidi che ospita abiti e accessori per proseguire negli spazi
suggestivi delle Costruzioni buontalentiane con gli arazzi
e un installazione.
Vitali rende vita a materiali che la società occidentale a cui
apparteniamo destina ogni giorno alla dimenticanza, al macero, alla "morte",
sotto legida dello spreco e dellopulenza; recupera e riporta a nuova vita non
solo il materiale cartaceo dei quotidiani, che elegge a materia prima di ogni sua opera,
ma anche il contenuto di quelle stesse pagine. La parola come segno, il significante e il
significato in essa presente viene salvato con uno straordinario intervento conservativo
che riscontriamo da anni nellattività artistica di Vitali. Basti citare
lopera Ex Libris del 1998, con cui lartista
sigilla un libro in un sarcofago" di cartapesta, seguiranno altri sessantuno volumi
scelti, con solo autore e titolo su unetichetta. Sono testi culto, selezionati
accuratamente tra quelli che hanno segnato la sua formazione e quella di unintera
generazione nata negli Anni Cinquanta, testimone della rivoluzione socio-culturale del
Sessantotto. Questo intervento selettivo e conservativo a un tempo, sottende un profondo,
incondizionato amore per la Natura e per ogni sua emanazione, in primis gli alberi. La
carta è il collegamento con la Natura, "nel lavorarla-afferma lartista- la
rispetto, lasciandola se stessa". La leison con la Natura prosegue esplorando il
rapporto tra carta e vento con la serie Lavoro un sacco, grandi sacchi di pagine
di quotidiani gonfiati a braccia dallartista offerti a osservatori occasionali
invitati ad entrarvi per un simbolico ritorno nel grembo materno. Laspetto docente
di Vitali, avvicinandolo a Beuys, presente in questa come in tutta la sua attività, gioca
un ruolo non secondario, sia attraverso lesempio del riciclo come recupero della
materia ma anche di tecniche antiche, sia per il coinvolgimento attivo del pubblico che ne
sviluppi la socialità e favorisca le relazioni tra individui, in linea con una tendenza
dellarte contemporanea meglio definita da Nicolas Bourriaud in Esthétique
Rélationelle del 1998. Lattività di Vitali è in
sintonia con la convinzione ecologista e il suo stile di vita. Luso di materiali
poveri unito alla gestualità, intesa come segno nello spazio, divengono caratteri
peculiari nelle sue performances. Lazione ripetuta di strappare pagine di quotidiani
in strisce e lasciarle volteggiare nellaria, presente in Grafica nellaria
del 1979, diviene il leitmotiv delle successive performances, ed è allorigine di
ogni opera qui proposta. Oggi quel gesto ha raggiunto una precisione straordinaria,
rivelatrice di una conquistata armonia tra materia e spirito, armonia che si espande
allUniverso. Lindiscussa maestria di controllo sulla materia è ottenuta con
un fare ripetuto del gesto come in un rituale sciamanico, ricollegabile al valore
apotropaico presente in molte culture, dal Buddismo allanimismo e dallIslam
fino agli Amerindi. Linteresse dellarte occidentale per il cosiddetto
primitivismo è gia presente nellOttocento simbolista da Gauguin ai Nabi, si
riafferma durante le avanguardie storiche del XX secolo con il cubismo di Braque e
Picasso, passando da Matisse, riemerge tra la fine degli Anni Sessanta e per tutti gli Anni Settanta. Laspetto interculturale, linteresse
per discipline etnoantropologiche in relazione allarte e nuovamente in auge. Non è
un caso che la prima presenza che incontriamo a TramarT è Ivano, unopera-abito,
la cui gonna del 2003 è tessuta al telaio africano secondo la tradizione Ewe ma
interpretata in maniera totalmente personale. [...]
Laspetto sociale del lavoro come arte, unito allinteresse
antropologico, rimanda alle rafie della fine degli Anni Settanta di Alberto Moretti che in
Epifania (1978) traduce plasticamente la sottana di fibre e vi incorpora tutti i
significati simbolici ad essa connessi. Apparizioni e sparizioni, parole e silenzi.
Fondamentale per Moretti è stata la lettura di Dieu deau di
Marcel Griaule del 1948 sulla cosmogonia dei Dogon del Mali. Tra i Dogon "soy"
significa "stoffa" ma anche "è la parola" e "sette" rango
di colui che parla tessendo. Tessere avveniva esclusivamente di giorno, di notte avrebbe
significato tessere strisce di silenzio e di ombra. Anche per Vitali la luce, la solarità
guida la sua attività creativa.
Rosa bomb-on, opera-abito del 2004, quasi un inno alla
freschezza, non solo per il colore rosa ma soprattutto per la corona di voile di pagine de
"La Gazzetta dello Sport" che si innestano alla gonna come unesplosione di
petali intonsi. (...)
Malinconia pervade lanimo di colui che entri
nella camera con letto a baldacchino, un luogo intimo, privato della Villa. Qui, il 15
luglio 1576, fu brutalmente assassinata ad opera del marito Paolo Giordano Orsini,
Isabella de Medici. Nella camera a fianco al giaciglio rosso melagrana, fa da
contrappunto Maria, isolata, eterea e fragile opera-abito del 2007 lavorata a
maglia ... . (Tutte le opere-abito sono indossabili ma non
portabili. (...)
Ginger, opera-abito del 2005, giallo
zenzero, ha un effetto spaesante, così deve essere, così lartista ha tramato. Fra
noi misteriosamente è apparsa, corazza di guerriero medievale, carica di suggestioni. Maglie
di giornale come armature è stato il titolo della mostra del 2006 al Museo Stibbert,
e Ginger assurse ad emblema dellinstallazione stessa. Uneleganza sobria che
dialoga col ritratto di Gentiluomo con cappello piumato, (ante 1552) di Nicolò
dellAbate, nella Villa di Cerreto Guidi. (...)
Artista - non artista, si definisce Vitali,
creativo certamente è colui che riesce a farci vivere un sogno da svegli, un sogno
effimero come il materiale delle sue opere.
Entrano in scena quattro preziose gorgiere, dal bianco alle tonalità
melange, arancio, verde, viola, un tempo pubblicità effimere dai suadenti colori che
ammiccavano dalle pagine dei quotidiani: la riflessione dellarte occidentale ritorna
sulla vanitas ma apre verso nuovi orizzonti, testimonia
nuove forme simboliche del passare del tempo. Un lungo viaggio conduce larte dalle
danze macabre della pittura del Trecento transitando da Dürer fino alle Nature morte
seicentesche di area olandese e fiamminga con "linsistenza sui resti di
unattività" (Veca, 1981) e lunicità sul panorama italiano di Baschenis
nel cogliere i minimi indizi del tempo. (...) Arancio, verde, viola:
ricchezze cromatiche attinte direttamente dalla tavolozza di un Beccafumi versione grunge.
(...) Dipanando il gomitolo dei ricordi ritroviamo il capo del filo
che partì anni addietro da Argenta, luogo natale. Là, qualche anno fa, Ivano imparò
larte e la tecnica delluncinetto e della maglia da sua madre Maria. In quei
luoghi, bambino, imparò a rispettare la natura tra boschi e paludi della pianura del
delta del Po.
Uscendo dalla Villa, scendiamo le scalee buontalentiane ed entriamo
nelle "cantine" scabre, dalla struttura in vista a mattoni pieni e volte da
fortezza medicea. I sette arazzi, o Tape-stry, come
acutamente preferisce chiamarli lartefice, sono "un grande archivio"(...)
La parola è salvata dallazione distruttiva del tempo come nelle cancellazioni di
Isgrò. Ogni Tape-stry è sul proprio "ferro" da
calza gigante in legno di abete naturale, una scelta che sottolinea limportanza
attribuita al lavoro nel processo di formatività dellopera darte. In due
arazzi, realizzati con le pagine de "La Repubblica", del 2005 e del 2006,
qualcosa ci coglie di sorpresa: linfittirsi delle chiazze di colore che ci fa
intuire quanto sia aumentata la presenza di pubblicità in un anno.(...) Laspetto
panico della Natura rivendica la maternità della sua creatura, come dentro i dripping di
Pollock è un pullulare instancabile di vita. Vitali da anni raccoglie, sceglie, ordina,
seleziona i quotidiani per testata, per argomenti, individua le pagine delle pubblicità e
ne coglie i colori. (...) Work-in-progress sul suo legno
dabete è un Tape-stry dalla misteriosa maglia nero
pece, gli fa eco un alto Tape-stry bianco-Mondrian. Bianco
e nero i due poli che si completano. I sette arazzi incorporano la valenza estetico
cromatica della pittura e la tridimensionalità della scultura, eredi in senso lato delle
opere Anni Settanta di Claude Viallat nelle quali il volume cromatico occupa lo spazio, lo
possiede. Gli ultimi Tape-stry monocromatici rivendicano
lattenzione con spavalderia avanguardista per i colori primari giallo, rosso, blu,
sintesi estrema e simbolico omaggio allarte da Boccioni a Mondrian. Le dimensioni
giganti della maglia dei Tape-stry rivelano la volontà di
dare voce al lavoro svolto nel silenzio delle mura domestiche. Vitali sceglie questo
zoomare sulla realtà per esaltare e veicolare in modo inequivocabile il fare operoso e la
materia che è la Natura stessa. Linstallazione Zoom-in chiude
il percorso di questa avventura nel mondo di TramarT e apre verso un nuovo inizio con un
gomitolo di "filo" pronto e i primi giri di maglia sul legno.
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