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Ivano Vitali - Trip to the unconscius - Galeria KIK u Albert, Krakow.

Alla parete installazione realizzata con i quotidiani polacchi 1997

Arrivo a Cracovia con Giulio alla ore 7 di sabato 5 luglio 1997; ad attenderci troviamo Grazyna e Aleksander Fraj. Siamo loro ospiti. Il loro appartamento al 14° piano di un edificio posto nel quartiere della cittadella universitaria gode di un bellissimo panorama sulla città.
Nel pomeriggio, dopo la visita alla Galleria Albert da loro gestita nella centralissima via Sienna al n° 5, visitiamo con Grazyna, la figlia Anna e il filosofo Sigmund, il colle del Wawel situato nel centro della città. Simbolo della storia nazionale polacca, comprende il castello reale, la cattedrale, le fortificazioni ...Tutti visitiamo la Grotta del Drago, famosa grazie ad un’antica leggenda di un drago sotto al Wawel.
Sull’altra sponda della Vistola visitiamo il Museo d’arte giapponese: Nardowe.
Domenica e lunedì mattina sono impegnato nella Galleria Albert per costruire alle pareti le installazioni con i quotidiani; sono le “Combinazioni 128- 132- 133”.
Lunedì sera alle ore 18 inauguro la mia personale e per l’occasione realizzo la performance: “Trip to the unconscious”, successivamente mostro al pubblico presente alcune videoregistrazioni di precedenti performances.
Martedì mattina, nonostante la pioggia, io e Giulio andiamo in giro per la città. Osserviamo che la Vistola per le continue piogge è giunta a un “livello di guardia”.
Mercoledì, con Grazyna e Anna, visitiamo la miniera museo di Wieliczka. Negli spazi del percorso sotterraneo ammiriamo le sculture di sale verde. Nel pomeriggio andiamo tutti alla stazione per avere informazioni sui treni. A causa dei disastri provocati dalla pioggia, soprattutto nella Repubblica Ceca, la nostra partenza non è sicura. In seguito veniamo a sapere della partenza di un convoglio composto dalla locomotrice e un vagone letto. Abbiamo solo un’ora per prepararci. Dopo aver salutato frettolosamente Grazyna ed Anna , andiamo in taxi alla stazione. Alekander ci accompagna. Salgo dopo aver mostrato la prenotazione al cuccettista; dopo poco il treno parte, in orario e quasi vuoto: sorrido perchè “mi sento un Papa”.
Sono invece sorpreso e un poco preoccupato quando la mattina di buon ora mi sveglio e scopro di essere ancora in Polonia. Il treno costretto a un percorso diverso giungerà a Vienna con nove ore di ritardo. Saremo a Firenze la mattina seguente.

                                                                                                                                                                                   Ivano Vitali "Dal mio diario 1997"

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