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Il titolo riassume lo spirito e l'idea di base che anima l'intero progetto espositivo,
ovvero quella dell' opera d'arte che nasce per lo specifico contesto. Infatti le
installazioni saranno appositamente realizzate a seconda della propria collocazione
all'interno della ex chiesa del Carmine, oggi divenuta Sala Polivalente, sede di
esposizioni e spettacoli culturali. Alcune opere saranno realizzate direttamente durante
le prime giornate di apertura, altre ancora prenderanno vita dopo la messa in scena di
performance nelle giornate del 30/09 e del 21/10. E' l'idea, quindi, di un cantiere
dell'arte, di una mostra-laboratorio permanente, di uno spazio che muta e si evolve nel
corso del tempo. Anche il catalogo della mostra verrà costruito "in corso
d'opera" e presentato in chiusura, poiché conterrà le foto tratte dai video, delle
performance e delle installazioni così come sono state realizzate sul posto, testo
critico di Sabina Ghinassi. Infine, oltre alle performance di artisti, musicisti e poeti,
lo staff editoriale della rivista bolognese "Argo" proporrà durante il
finissage un reading poetico-letterario intrattenendo il pubblico presente. Il festival
ancora una volta, vuole portare il pubblico e le istituzioni cittadine a fruire gli spazi
della quotidianità in modo originale attraverso una serie di eventi dalla forte
contaminazione di linguaggi e proposte artistiche tra le più innovative in campo
nazionale, con artisti capaci di far interagire il loro lavoro con il contesto
architettonico della chiesa del Carmine e gli spazi ad esso circostanti. (Lamberto
Caravita) |