Comune di Rosignano Marittimo - La Casa dell'Arte  - casaMori
Incontri, proposte e verifiche di arte contemporanea N° 15
Palazzo Marini - Rosignano Marittimo (Livorno)
sabato 23 marzo 2002

Compleanno al Castello
di Ivano Vitali
Durante tutta la serata interventi, performances, contributi poetici, musiche e tutto il resto...


CINQUANT'ANNI VITALI
presentazione di Bruno Sullo

Presidente "La Casa dell' Arte" di Rosignano Marittimo

Comincerò con un'ovvietà: cinquant'anni di vita sono un traguardo importante per un uomo, un bagaglio notevole di esperienze, eventi, attività. Ciò è ancor più vero per Ivano, che ha percorso i suoi cinquantanni in osservanza del suo cognome e, ancora in osservanza del cognome (nomina sunt consequentia rerum), vuole festeggiare la ricorrenza in modo attivo e creativo.
Gli amici, non semplici ospiti, sono invitati a dare contributi personali di idee, capaci di articolare e movimentare la serata: la sede della Casa dell'Arte è per un giorno trasformata in un grande contenitore di creatività in cui artisti, performers, musicisti, poeti realizzano in vivo le loro fantasie, le loro idee, i loro progetti di lavoro.
Tutto è accolto nelle sale di Palazzo Marini, rese più suggestive dall'installazione di Vitali che ne nasconde le pareti con una copertura non interrotta di immagini ritagliate da libri, riviste e cataloghi e consegnate al ruolo connettivo che il supporto scelto, i consueti fogli di giornale (ormai identificativi del lavoro di Vitali), svolge egregiamente. L'opera è un grande mosaico di forme e colori, ricco di collegamenti e allusioni, che recupera suggestioni infantili di arte bizantina (il nome è, scopertamente, Art mosaic), ed attualizza e rende partecipi un gran numero di artisti, presenti alla festa in opere, cioè cosi reali come se fossero in carne ed ossa. Non è solo una citazione letteraria: è una dichiarazione di colleganza, il sentirsi inserito in un contesto, la necessità di avere intorno tutti gli amici, quelli che ci sono e quelli che non ci sono, perchè tutti fanno parte del suo mondo.
Dunque, la serata è un momento topico dei primi cinquant'anni di Ivano. Anni trascorsi in febbrile e mai rallentata attività creativa, con un costante entusiasmo, con un'ansia mai affievolita di rinnovamento. Ciò specialmente dal 1995 in poi, periodo di cui il sottoscritto è diretto testimone. Noi non possiamo sapere per filo e per segno ciò che Ivano ha combinato in quel di Campotto, frazione di Argenta (Ferrara) che ha udito i suoi primi vagiti; nè ciò che ha combinato a Forlì, a Bologna, a lmpruneta e nel gruppo ARF: ma, intanto, abbiamo l'elenco di tutti questi luoghi; eppoi dobbiamo pensare che in queste sue esperienze egli abbia quanto meno atteso a creare il proprio bagaglio culturale, a elaborare i temi e i problemi della sua attività matura; e questo è già abbastanza. Abbastanza per confermare un'ipotesi che ho suggerito nel titolo: che questi 50 anni siano stati proprio quello che dice il cognome di Ivano: vitali.

Auguri, Ivano!

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Domino-Dominus-Domus-Dominium
di Elena Ginanneschi
musica: creata da Alessandro Ginanneschi
durata max: 20 minuti circa (dipende dalle persone partecipanti)

L'idea è nata dalla mia attrazione per il gioco del domino e il mistero collegato alla sua introduzione nella cultura occidentale.
In questa rielaborazione, con immagini geografiche in bn, tento di comunicare i miei pensieri, i miei dubbi, riguardo al momento
storico-politico (moderno Medioevo ?), che stiamo vivendo. Se un Dio o la Natura, creò la terra, i cieli e le acque, uno spazio libero sul quale vivere (sono le zone "0", a colori sulle tessere), non segnò i confini nazionali, non spartì i territori. Questa divisione e accaparramento degli spazi e delle risorse è una nostra creazione, è una scelta antica e causa, ancora oggi, di guerre tra popoli e civiltà diverse.
Il mio invito al gioco è di immaginare e realizzare un atlante fantastico. Una proposta per una riflessione, un invito a riprovare a vivere secondo principi semplici e naturali, un ritorno alle origini, ironizzando su quei confini e limiti, catene che ci siamo imposti nei secoli. Le immagini sulle tessere sono scelte personali, frammenti di vita, come fogli strappati da un diario e offerti a te.
Le 28 tessere del mio Domino-geografico verranno distribuite ai presenti. Si inizia la composizione, ognuno aggiungendo la sua tessera. La combinazione che risulterà avrà valenza grafico-pittorica oltre che simbolica. Nascerà dalla casualità e dalla volontà dei presenti. La musica sarà fondamentale perchè guiderà ogni gesto, ogni scelta. Sarà un elemento di unione e armonia fra civiltà diverse.

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DELIRIUM TREMENS
IL DELIRIO DELLA CRITICA
 

A cena da
Sabatini ARTE da TRATTORIA, Fattori in fattoria, ferrovieri in ferrovia.
Arrivano damigelle e
Signorelli, qualche Vedova un po' Vecchietta ma dai modi Urbani e Gentileschi con in braccio un Bamboccio dallo sguardo Angelico. Una compagnia di Allegri che si ritrova in Piazzetta. Arriva anche quel Mangiafagioli di Carracci. Tutti contenti, ma attenti agli Sgarbi.
Bonanno! Brindisi di Benvenuti all'Amico Aspertini , si apre il buffet di Dubuffet. E' tutto un Ghirlandaio, Vasari di fiori, a centro tavola un Giacinto Gigante.

    MENU'

uova al
Bacon, spaghetti al Sughi, con una spolverata di Parmigianino, pappa al Pomodoro, ragù al Manzù, tarallo a Tanzio da Varallo, carpaccio a Vittore, castagnaccio a Masaccio, contorno al Pontormo. Vitello al Vanvitelli, trippa a Crippa, branzino al Bronzino, scamorza allo Scamozzi. Piselli al Pesellino, sofficini a Soffici. E inoltre: Tegliacci di lasagne, spiedini di Passerotti, Sacchetti di patatine fritte, Sacchi di Burri, una Balla di cipolle, olio di Oliva Sassu, una Scorza di limone e per finire gli odori: Allori e Salviati. Dulcis in fundo gelato alla crema per Cremona. Naturalmente non si può restare Sansovino: Botticini di Bellini, Botticelli di Bianco, Barilli di Rosso Fiorentino. Il Chianti è Scarsellino, il vino è un po' Turcato, ma abbondano Boccioni d'acqua di Fontana.
 
 *****
 

Tutti si abbuffano, non c'è nessun
Avanzo, caso mai alcuni Avanzini. Alla fine della cena sono già tutti Embriachi, qualcuno in faccia è un po' Tintoretto. Tra l'apollineo e il dionisiaco sali e Tabacchi: lo Spinello è Aretino. Sodoma e Gomorra, è tutto un gran Bourdelle: Bramantino brama Bramante. Molti si divertono, qualcuno Scopa. Chi gioca al Lotto e chi a nascondino, c'è chi cerca e c'è chi trova. Dov'è Dova? Qualcuno scappa, un altro è in Fuga, uno ha perso una Scarpa ma poco importa. L'aria è un po' Tiepolo, nel cielo è spuntata la prima Stella, è giunto Gherardo delle Notti. Qualcuno è stanco e già Russolo. Si è fatto tardi e bisogna pagare, i camerieri sono alquanto Severini, ma i Conti non tornano mai ( a volte misteriosamente ritornano...), mancano due Zeri.
 
Morale della favola: l'arte è ormai alla frutta, ma la tavolozza è ancora in tavola!
 
 Patrizia Landi
Firenze, luglio 2000

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IL SOLE E LA LUNA
di Anna Cassarino

I viaggi del sole e della luna nel cielo, hanno impresso nelle creature della terra, il marchio di un modello che si ripete fino a scavare un solco indelebile, una strada che tutti avrebbero seguito. I due grandi protagonisti dello spazio, hanno dato il ritmo dell'alternarsi degli opposti, per il loro succedersi in tempi speculari, sullo stesso percorso.
Si vide che il sole, nell'avvicinarsi al solstizio d'estate, momento del massimo dominio per la luce ed il calore, alza sempre di più il proprio arco; la luna invece lo abbassa, tracciandolo nel minor tempo possibile: le ore concesse alla notte sono ridotte al minimo. Sale alta solo d'inverno, perché allora l'oscurità prende il sopravvento e il punto in cui sorge si avvicina sempre più al Nord, che è il suo regno, proprio mentre il sole, invece, si alza più a Sud.
Le due sorgenti luminose, si muovono in perfetto equilibrio, con gran rispetto del reciproco territorio. Lo spazio del loro dominio, però, fa che fra loro ci sia grande distanza. Così, quando la luna è al colmo della sua pienezza e luminosità, si trova solo per pochi minuti nello stesso cielo del sole, sull'orizzonte di rimpetto a quello sotto il quale lui sta per scomparire. Ma gli opposti, sia pure per poco, tendono ad unirsi. Da quel momento, la luce della notte si avvicina al signore del giorno, sorgendo sempre più tardi fra le stelle, in modo da trovarsi ben presto sopra l'orizzonte dal quale lui sta per mostrarsi, ma paga questo perdendo ampiezza. La sua forma cambia in quella di uovo, di barca, di culla, di apostrofo. Quando è sottile come un graffio luminoso nel buio, è il momento in cui lo sta per raggiungere. Poco prima dell'alba solare, lei si alza sopra l'orizzonte, con il lieve profilo splendente, come di un viso, rivolto verso il punto in cui ben presto lui apparirà. Man mano che il cielo si rischiara e arrossisce, la luna si fa pallida fino a scomparire, nascosta dal bagliore solare..
L'alba seguente il simbolo del femminile sarà completamente velato, ma sempre più vicino a quello maschile. Per 4 giorni, i due astri si troveranno illusoriamente così vicini nello spazio sopra le nostre teste, da sovrapporsi, senza che nessuno possa assistere ad un evento di tale intimità.
Dopo l'unione con il suo contrario, la bella riappare pian piano di nuovo come una falce sottilissima, delicata, rendendosi visibile questa volta verso il tramonto, accanto al sole che segue dopo poco sotto l'orizzonte, ma da cui comincia comunque ad allontanarsi. Ogni notte sembra percorrere il cielo all'inverso, spostandosi verso la zona Est, fino a ritrovarsi di nuovo sull'orizzonte di rimpetto quando lui tramonta.
La pienezza di ciascuno è possibile solo in assenza dell'altro, nella solitudine perché il momento in cui due valori uguali si trovano in equilibrio è sempre brevissimo. E' quello più vicino alla perfezione, che segna l'inizio di un procedere verso l'altro estremo, verso l'eccesso, verso la rivalità, ma anche verso il movimento, che è la vita.

IL SOLE E LA LUNA è uno dei racconti che fanno parte della performance di Anna Cassarino IL LUNGO VIAGGIO rappresentata nello scorso inverno per alcuni Comuni Italiani e che vedremo in diversi altri da Maggio a Luglio. Le storie, scritte dall'artista, hanno per tema la natura e sono lette con un'animazione di luci e libri d'artista, avendo per sfondo l'installazione luminosa LE FOGLIE QUANDO SOGNANO. IL SOLE E LA LUNA sarà un frammento della performance, realizzata in omaggio all'amico Ivano Vitali nel corso di COMPLEANNO AL CASTELLO.

                                                                                                                                         Anna Cassarino

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Il Quotidiano

di Enrico Mori

ECCOLO COME SEMPRE, PRONTO,
FRESCO DI STAMPA.
E' MATTINA BULONDICA QUANDO LEGGO
L'INCHIOSTRO ESCE DALLA CARTA ODORANTE
DI AVVENIMENTI, SCRITTURE DI COLORI, IMMAGINI.
ORE DI LETTURE NEL QUOTIDIANO IMPEGNATO.
RITAGLI DA COLLEZIONARE.
SCRIVERE VERITA' SUI POPOLI AFFAMATI,
NUDI, ABBANDONATI.
IL MONDO E' IN QUELLA CARTA
CHE VIBRONDICA CON IL TEMPO
E CON IL TEMPO INGIALLISCE.
MA LA STORIA RIMANE.
COME LA RIVOLUZIONE FRANCESE.
LA PRIMA GUERRA MONDIALE.
I PRIMI MONDIALI VINTI NEL TRENTAQUATTRO.
LA PRIMA BOMBA ATOMICA.
IL TIBET.
LE STATUE DI BUDDA
ABBATTUTE NELLA VALLE DI BAMIYAN
L'UNDICI SETTEMBRE.
INCUBI DI UNA VITA MALENZICA.
ECCOLI ORA APPESI COME OPERE D'ARTE
SOPRA GRANDI PARETI DI MURI ANTICHI.
LO SGUARDO CHE ATTENTO OSSERVA UN VOLTO,
UN TITOLO DI CRONACA NERA.
IL MISTERO DI PERSONE SCOMPARSE
ED IO QUESTA SERA VOGLIO GRIDARE
URLARE
A QUESTI RITAGLI DI CRONACHE
COME UN DESAPARASIDO
NELLA SUA LIBERTA'
CON UN FIORE ALL'OCCHIELLO, ROSSO
PER NON DIMENTICARE.
ORA MI METTO SEDUTO LA'
ACCANTO A QUEL TAVOLO TONDO
A BERE UN VINO ROSSO
MA CHE NON SIA SANGUE.


Poesia di Enrico Mori in Omaggio all'amico Ivano Vitali
Distribuita da I Santini Del Prete agli amici tutti de LA CASA DELL'ARTE
21 marzo 2002 Palazzo Marini Rosignano Marittimo (Livorno)

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Caro Ivano,

ci tengo, in questa serata memorabile, a prendere per primo la parola, poichè il mio contributo si presta bene a svolgere una funzione introduttiva, essendo una sorta di resoconto dei molti eventi che si sono succeduti, e delle svariate attività alle quali ti sei dedicato in questi tuoi primi cinquant'anni di vita.

In verità, caro Ivano, hai svolto in questo perido, spesso a tua insaputa, una mole di lavoro davvero impressionante, che merita di essere elencata (in ordine rigorosamente alfabetico) e quantizzata in modo approssimativo ma non certo lontano dalla verità.

Diciamolo, dunque, tutto quello che hai combinato in appena mezzo secolo di vita.

                                                                                                       Dal tuo amico Bruno Sullo

Resoconto di Bruno Sullo
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PAROLA ...
PAROLA ...
PAROLA ...
SIGNIFICANTE SENZA SIGNIFICATO
SIGNIFICANTE TUTTO SIGNIFICATO
SUONO. SEGNO. CONCETTO
RACCONTAMI UNA STORIA
SVEGLIAMI
PARLAMI
FAMMI SOGNARE
CERCA. PAROLE. SENSO. SIGNIFICATO.
SUONO. LETTERE. SIMBOLI
RISPONDIMI PAROLA
SILENZIO!
 
Federica Casarosa
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Paolo Bottari performer
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P O E M
Itravisione di Maria Pia Moschini per Ivano Vitali
Palazzo dell'Arte - Rosignano - 22 Marzo 2002
 
Sottili, in vele carta,
linee parole,
processionarie
rissucchiate dal canale
del senso,
immobili in parete.
 
A pioggia labirintica,
in assenza di sensazioni/senso,
disegnano percorsi
allineati in nero,
alias vuoto colore.
 
Muove l'indice il mago,
coglie il vento,
lo annida in alianti
voli descritti,
in maoscritti eterei,
fissati in edifizi
a parete contigui.
 
Dello sciamano il rito,
il movimento a pernio
sul piede pavimento,
Ruota l'inverno
e il culmine del giorno:
tutto intorno il silenzio
che parte da un segno occulto.
 
Nel Palazzo dell'Arte
il 22 s'incunea,
s'incastona.
Di marzo il filtro alchemico
scritto sul palmo della mano
dallo
         scivano fulgido
insuperato
               IVANO
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 Dino Sileoni
 Poeta amodale
                                               Contributo poetico di Dino Sileoni dedicato a Mario Pippa e alla piccola Maria    
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CREATIVITA'
            a Ivano Vitali

... il tempo
    scorre
    pesante
come il piombo
delle parole
    sulla carta
che il vento
    solleva
    in strisce
    al pari
dei pentagrammi
che sanciscono
    il rullare
del tamburo
sul ritmo
    del cuore
    come leggiero
    scorre
il tempo ...

      Francesco Mandrino

 

Altri testi poetici presentati da Francesco Mandrino


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Giovanni e Renata Strada 

Performance con manichino

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Antonella Foscarini
Artista
AntonellaFoscarini
Perché?
Innanzitutto .....
 
ridimensionamoci ridimensionamoci ridimensionamoci ridimensionamoci
 
senza sparire ovviamente
 
Poi ….
 
Respiriamo
 
Inspiriamo ........... l’aria calda e umida del monsone
Espiriamo ............l’aria fredda e inquinata di Firenze
 
Inspiriamo .............l’aria calda e umida del monsone
Espinamo ............l’aria fredda e inquinata di Firenze
 
Inspiriamo ............l’aria calda e umida del monsone
Espiriamo ............l’aria fredda e inquinata di Firenze
 
Inspiriamo ............l’aria calda e umida del monsone
Espinamo ............l’aria fredda e inquinata di Firenze
 
Inspiriamo ............l’aria calda e umida del monsone
Espiriamo ............l’aria fredda e inquinata di Firenze
 
Prendiamo, lasciamo, prendiamo, lasciamo, prendiamo, lasciamo ……
 
Ecco.… cosi....
 
Sentite l’umido imperlarvi un po’ la fronte, una goccia di sudore scorrere lungo la
guancia destra e il profumo pesante delle foglie tropicali che sostituisce pian piano
l’odore dei tubi di scappamento...
Siete a vostro agio.… la cupola del Brunelleschi con la cara sagoma a voi familiare è là,
rassicurante, tra le palme. Potete farvi accogliere nella bella capanna a palafitta sul fiume
e guardare dalla porta finestra:
la piccola spiaggia di sabbia bianca
la coltre di foglie che ricopre il tetto delle case leggere
il bel rosso della cupola insieme al verde della giungla vicina
l’ombra mossa delle palme riflessa nelle acque cristalline
le pareti gialle di bambù intrecciato della capanna di fronte ….
 
prendiamo lasciamo prendiamo lasciamo prendiamo lasciamo …..
 
Antonella Foscarini
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"DAL MIO DIARIO" di Ivano Vitali

... Nella serata dedicata alle performances, si sono succeduti quattordici interventi.
Ha iniziato Bruno Sullo che ha letto il "resoconto" della mia attività artistica e "non" del mio primo secolo di vita.
Paolo Francesconi ha presentato l'opera "Segni: come fiori" realizzata in logo unendo e legando fra loro ottone, iuta, cotone e corde.
Dino Sileoni con la museruola del cane ha letto alcune poesie con dedica.
Paolo Bottari, a conclusione della sua performance, mi ha donato una giacca militare piegata e legata con filo di ferro, dal cui taschino spuntano sei matite nei colori rosso, arancio, giallo, verde, blu e violetto.
Anna Cassarino, tenendo due libri d' artista aperti nel palmo delle mani illuminati da piccoli luci, ha letto e mimato il testo su … i viaggi del sole e della luna nel cielo.
Elena Ginanneschi, dopo aver distribuito al pubblico le 28 tessere del suo "domino", ha invitato i presenti a giocare con lei per creare sul pavimento una "combinazione". L'azione è stata eseguita con l'accompagnamento della musica creata dal fratello Alessandro.
Patrizia Landi ha letto il testo "Delirio tremens - Il delirio della critica" davanti a tre tavoli imbanditi e dando così il via al buffet della serata con fantasia di crostini, bruschette al pomodoro, zuppa toscana, pasta di farfalle con carciofi e gamberetti, fusilli con ricotta, spek, trevigiana, pennette partenopee, torte salate con prosciutto arrosto e verdure, crostata di spinaci e ricotta, sformato di carciofi e poi, vino rosso.
Più tardi Francesco Mandrino ha iniziato la seconda parte della serata recitando alcune sue poesie.
Giovanni e Renata Strada hanno presentato una divertente performance della serie "Chi l'ha visto?" Renata è entrata nella sala suonando un organetto a manovella, mentre Giovanni la seguiva ballando con una "Donna - manichino". La loro comicità mi ha portato alla mente certi spettacoli circensi che avevo visto da ragazzino. La performance si è conclusa con Renata che strappa Giovanni dall'abbraccio con la "Donna - Manichino" e mentre era disteso a terra e nel tentativo di sedurla.
Enrico Mori ha iniziato leggendo il testo poetico "Il Quotidiano", ha poi continuato la sua performance coinvolgendo Bruno Sullo. E siccome a ogni lettura accartocciavano e gettavano via il foglio giallo della poesia, alla fine, si è creata sul pavimento una strana combinazione di carta.
A sorpresa ha fatto il suo intervento con la lettura di un breve testo poetico Federica Casarosa.
Maria Pia Moschini ha letto il testo poetico "Poem" a me dedicato.
Per ultimi sono entrati in scena "I Santini Del Prete" portando su un carrello una torta sulla quale era riprodotta la foto del Gruppo "La Casa dell'Arte". In mezzo a loro mi sono preso una bella tirata di orecchi "50 volte, contate e fischiate".
Poi ho iniziato a spegnere le candeline. Questa operazione per motivi diversi l'ho ripetuta più volte, anche con la grande torta alla frutta che è entrata in sala portata su un tavolo e al grido corale "si rifà, si rifà, si rifà …" 

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