METACARTA
di Isra Tanzini

Sono stata una fra le prime modelle in carne ed ossa ad indossare un vestito di Ivano Vitali. Ho vestito una gonna di strisce e un gilet di maglia azzurra ottenuto lavorando fili di carta pubblicitaria azzurra selezionata meticolosamente da Ivano da vari quotidiani. Tutti i vestiti nascono da un procedimento molto accurato: scegliere e riciclare la carta dei quotidiani tagliandola in strisce per poi, usando le mani come un fuso, ottenere dei fili che possono essere lavorati ai ferri, all'uncinetto, oppure tessuti a telaio. Ormai il Maestro Ivano Vitali, domina a tal punto il procedimento da poter creare dei vestiti di fattura molto raffinata come il kimono a stola d'ispirazione giapponese esposto assieme agli altri nell'installazione "METACARTA, Omaggio a Giorgio de Chirico".

In "METACARTA, Omaggio a Giorgio de Chirico"in mostra a Firenze al Teatro della Pergola dal 13 al 23 marzo nell'ambito del progetto patrocinato dalla Pubblica Istruzione "Le chiavi della città", a manichini inanimati omaggio alla tradizione di de Chirico, sono sospesi vestiti parlanti.
Si, vestiti parlanti, che risaltano ancora di più in contrasto con il mutismo dei manichini. Di che cosa ci parlano i vestiti? Del lungo, accurato processo del Performer Ivano Vitali iniziato nel 1996 con il vestito per il Tamburino. Ivano sente l'esigenza di creare degli abiti originali, in sintonia con i temi delle sue performances, nelle quali si occupa d'ecologia della mente, e coerentemente di riciclo dei materiali, perciò, inizia a tagliare in strisce e poi filare la carta di giornale. Dal filare al fare la maglia e al tessere, il passo è breve.

L'idea del filo è strettamente legata a quella del racconto, Ivano ha filato, raccontato, rielaborato la sua esperienza dell'arte di vivere in manufatti significativi:
i Vestiti di Carta Scritta, risultato di una filatura spirituale, di un metodo mutuato dalla performance. Ed ecco apparire oggettivati gli archetipi dell'immaginario di Ivano: il Tamburino, lo Sciamano, il Samurai, la Sposa.
Personaggi e sentimenti che Ivano ha vissuto comunicandolo, nelle sue performances hanno voluto essere rappresentati nei Vestiti, che da oggetti d'uso sono diventati vessillo delle idee d'Ivano fino ad identificarsi completamente con la performance stessa( la ritualità della creazione dell'abito ed infine il risultato è la performance stessa ).

Ed ecco che indossare i Vestiti, è un'esperienza intensa come possono testimoniare,(oltre alla sottoscritta la cui neutralità puo'essere messa in discussione come addetta ai lavori e artista lei stessa), tutti coloro che dal pubblico li hanno indossati, in occasione della performance che Ivano ha condotto alle Giubbe Rosse di Firenze alla fine del 2004.
I Gilets d'Ivano Vitali non appaiono così diversi dalle casacche comuni (all'Arte Fiera 2005 a Bologna, Ivano ne indossava uno, ma nessuno lo ha interrogato sul materiale!), ma sono tessuti d'amore e di luce, delicati, effimeri manufatti, autentiche opere d'arte. Provare per credere.

                                                          7 marzo 2005                                                                                                                  Isra Tansini

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